Solo 8 sì su 52 inviti, i dubbi dei leader sul Board of Peace  – Notizie – Ansa.it

Solo 8 sì su 52 inviti, i dubbi dei leader sul Board of Peace  – Notizie – Ansa.it


Fioccano gli inviti per il Board of Peace coniato da Donald Trump. E cresce di pari passo la circospezione. Perché l’iniziativa appare a dir poco spericolata.

Il presidente francese Emmanuel Macron si è per primo sfilato pubblicamente, incorrendo nelle ire del tycoon. Non si sa dunque se comparire nella lista sia un bene o un male.

Sinora – a conti fatti – i leader invitati sono 52. Ma probabilmente aumenteranno. A confermare, per ora, sono stati solo in 8. Gli altri prendono tempo. Eppure il presidente Usa spinge e avrebbe il desiderio di chiudere tutto già a Davos, dove si svolge il forum economico. Una timeline molto risicata molto probabilmente incompatibile con la complessità dell’operazione.

Ad aver detto sì, a strettissimo giro, sono stati Argentina, Ungheria, Kazakistan, Uzbekistan, Marocco, Albania, Vietnam ed Emirati Arabi Uniti. La maggior parte dei governi che hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali in merito alla ricezione degli inviti – si sottolinea a Bruxelles – ha indicato, invece, che la questione è “oggetto di revisione politica e giuridica istituzionale”, mentre alcuni hanno sottolineato “la necessità di consultare i propri partner”.

Che la questione sia delicata lo testimonia il fatto che i 27 Stati membri dell’Unione Europea ne discuteranno al vertice straordinario di giovedì, in aggiunta alla crisi scoppiata intorno alla Groenlandia. Gli animi, anche qui, si stanno scaldando. “E’ un documento folle, disegnato per minare alla base le Nazioni Unite”, confida un diplomatico. “Sembra una cosa uscita da un (brutto) film d’azione”, chiosa una fonte europea.

A pesare – al di là dei contenuti della Carta, dove a contare davvero è solo uno, ovvero Donald Trump – è pure la scelta dei leader. C’è Vladimir Putin (la Russia siede pur sempre al Consiglio di sicurezza dell’Onu) ma anche Alexander Lukashenko, l’intramontabile presidente-dittatore della Bielorussia. Volodymyr Zelensky, confermando di aver ricevuto l’invito, parlando coi giornalisti ha preso tempo, spiegando che i diplomatici ucraini “stanno esaminando” il tutto. “La Russia è il Paese che ci ha dichiarato guerra e la Bielorussia è suo alleato, è ancora molto difficile per me immaginare come potremmo lavorare insieme in qualsiasi tipo di consiglio”, ha sottolineato.

D’altra parte il Board of Peace era stato originariamente concepito per supervisionare la ricostruzione del territorio palestinese ma il suo statuto, così come formulato ora, non sembra limitarne il ruolo a Gaza (la Striscia o la Palestina non sono menzionate in nessuna parte del documento, perlomeno nelle versioni pubblicate sinora). Si tratterebbe infatti di “un’organizzazione internazionale che mira a promuovere la stabilità, ripristinare un governo affidabile e legittimo e garantire una pace duratura nelle aree colpite o minacciate da conflitti”, si legge nel preambolo. E “svolgerà tali funzioni di costruzione della pace in conformità con il diritto internazionale”.

Quindi resta da capire a cosa stia mirando realmente Trump. Parlando con la Cnn, il tycoon si è scagliato contro Macron proprio in relazione al gran rifiuto. “Nessuno lo vuole, lascerà l’incarico molto presto e quindi va bene così”, ha sferzato. “Applicherò dazi del 200% sui suoi vini e champagne e lui si unirà” ha poi aggiunto subito evidenziando, in tipico stile Trump, che “non è obbligato a farlo”. Insomma, non un gran viatico.

“Questa iniziativa avrà l’effetto contrario: rivitalizzerà l’Onu e il dibattito sulla riforma delle agenzie internazionali”, azzarda un’altra fonte europea. “Nessuno vuole vivere in un mondo dove conta solo una persona e gli altri si devono accodare, rimanendo zitti”

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