Sono iniziate nell’Aula della Camera le comunicazioni del ministro Carlo Nordio sulla giustizia.
La risoluzione della maggioranza
“E’ stata approvata in via definitiva dal Senato, il 30 ottobre 2025, la riforma costituzionale recante “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare” che, a breve, sarà sottoposta al vaglio della società civile attraverso referendum confermativo ex art. 138 Cost. questa riforma rappresenta una precisa scelta di coerenza costituzionale, di definitiva attuazione del principio costituzionale espresso dall’art. 111 della Costituzione, secondo cui la giurisdizione si attua mediante il giusto processo, dove le parti sono in condizioni di parità davanti al giudice terzo e imparziale”. E’ quanto si legge nella risoluzione di maggioranza che sarà votata questa mattina dalla Camera dopo le comunicazioni sulla giustizia del ministro, Carlo Nordio. “Si tratta – si legge nel testo – di una riforma che rafforza la magistratura e la sostiene per assicurare autonomia e indipendenza dei magistrati, terzietà del giudice ed equilibrio delle parti nel processo. La separazione degli organi di autogoverno per la magistratura giudicante e inquirente e il sorteggio dei relativi membri, saranno garanzia di effettiva attuazione dell’art. 104 Cost. e di liberazione della magistratura dalla politica. A ulteriore presidio di garanzia si pone l’istituzione dell’Alta Corte disciplinare, attraverso cui il giudizio sui procedimenti disciplinari sarà realmente autonomo e indipendente”.
“Il Governo ha varato un insieme di misure che mirano a contrastare il fenomeno del sovraffollamento delle carceri, attraverso la realizzazione di nuove strutture e l’ampliamento di quelle esistenti; un Piano di edilizia penitenziaria per gli anni 2025-2027, elaborato ai sensi dell’articolo 4-bis del decreto-legge 4 luglio 2024, n. 92, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 2024, n.
112; in particolare, il Piano prevede un insieme coordinato d’interventi, finalizzati al recupero di sezioni esistenti e alla realizzazione di nuovi posti detentivi, con l’obiettivo di aumentare la capienza complessiva del sistema penitenziario, migliorando al contempo le condizioni strutturali degli istituti e contrastando in modo strutturale il fenomeno del sovraffollamento”.
“È previsto – prosegue – un totale di 60 interventi strutturali, dei quali 3 sono già conclusi, 27 sono in corso e 30 sono prossimi all’avvio. Attraverso ampliamenti delle strutture esistenti, saranno creati 3.716 nuovi posti, mentre ristrutturazioni e manutenzioni consentiranno il recupero complessivo di ulteriori 5.980 posti, per un totale al termine del triennio di 9.696 posti aggiuntivi; tre nuovi Istituti minorili sono già stati realizzati: il 27 ottobre 2025 è stata avviata l’operatività, con ingresso dei primi detenuti, del 18° IPM a L’Aquila; il 27 dicembre 2025 è stata avviata l’operatività, con ingresso dei primi detenuti, del 19° IPM a Lecce e in data 8 gennaio 2026 è stato inaugurato l’ IPM a Rovigo, la relativa operatività è prevista entro poche settimane, contestualmente alla chiusura dell’IPM di Treviso; sono altresì già operative due strutture comunitarie residenziali di tipo socio-sanitario ad elevata integrazione sanitaria in Lombardia (ed altre dislocate in Lazio e Veneto entreranno in funzione prossimamente): si tratta di Comunità destinate a minori autori di reato affetti da gravi problematiche comportamentali e/o dipendenze. Sono stati formalizzati accordi di programma con numerose Regioni per l’apertura di nuove comunità socio – terapeutiche ad alta intensità sanitaria e la conferenza Stato-Regione ha previsto un finanziamento di 38 milioni di euro per l’istituzione di sei comunità del genere suindicato”.
Il governo si impegni “ad adottare i necessari atti legislativi per dare effettiva e concreta esecuzione alla riforma costituzionale nei tempi previsti dalla stessa. In particolare, ad adottare le norme relative all’istituzione, alla composizione mediante sorteggio dei rispettivi membri e al funzionamento dei due Consigli Superiori previsti; a disciplinare l’istituzione, la costituzione, le competenze e il funzionamento dell’Alta Corte disciplinare”.
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