Lo scontro fra Trump a Carney si è acceso a Davos, dove il premier canadese ha parlato di un’era “di rivalità fra le grandi potenze”, dell'”ordine basato sulle regole che sta svanendo” e dei “forti che possono fare quello che vogliono” a scapito dei deboli. Carney ha quindi inviato le potenze di mezzo ad “agire insieme, perché se non siamo presenti al tavolo delle trattative finiremo per essere delle vittime”.
Parole che Trump non ha digerito: dal palco di Davos ha ricordato a Carney che il Canada esiste grazie agli Stati Uniti.
Il premier canadese senza esitazione gli ha risposto a qualche ora di distanza: il Canada “non esiste grazie agli Stati Uniti” e “può dimostrare come la diversità possa essere un punto di forza, non una debolezza”. Pur non potendo risolvere “tutti i problemi del mondo”, il Canada può “dimostrare che un’altra via è possibile, che l’arco della storia non è destinato a deviare verso l’autoritarismo e l’esclusione, ma può ancora piegarsi verso il progresso e la giustizia”, ha aggiunto Carney. La risposta di Trump è stata il ritiro dell’invito al Board of Peace.
La tensione fra Washington e Ottawa è alta da quando il tycoon è tornato alla Casa Bianca, fra i dazi e le mire di Trump che per mesi ha chiesto che il Canada divenisse il 51mo Stato americano.
Lagarde, non vedo rottura ordine mondiale, ma serve un piano B
“Non sono esattamente sulla stessa linea di Mark (Carney, primmo ministro canadese, ndr). Avendo alle spalle 25 anni di esperienza nel mondo del business, penso che noi policymaker siamo arrivati a un punto in cui dobbiamo guardare a un piano B, o a più piani B. Ma anche considerando queste alternative, che sono state richiamate anche da Ursula von der Leyen, non sono convinta che si debba parlare di una rottura”. Lo ha detto la presidente della Bce Christine Lagarde al Forum economico mondiale di Davos.
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