I vertici della difesa israeliana temono uno scenario di miscalculation (errore di valutazione) e per questo motivo sono in stato di allerta elevato: in uno degli scenari possibili, l’Iran potrebbe temere che la decisione di Trump di lanciare un attacco sia già stata presa e decidere quindi di colpire Israele preventivamente. Lo rivela Channel 12.
“In Israele la preoccupazione è che, nonostante Trump conceda pubblicamente una possibilità a un percorso negoziale con l’Iran, il percorso con le probabilità maggiori resta quello di un attacco militare”, ha riferito la tv più seguita nel Paese.
Intanto l’esercito statunitense sta trasferendo forze ingenti in Medio Oriente: una portaerei, 6 navi da guerra, 2 sottomarini, oltre cento aerei da combattimento, decine di aerei di rifornimento e di intelligence, sistemi di intercettazione di missili balistici. Tutte queste forze disporranno di centinaia di missili da crociera. Parallelamente al rafforzamento militare, la pressione su Teheran prosegue anche sul piano economico. Washington ha annunciato nuove sanzioni contro entità legate all’Iran, nel contesto della repressione delle proteste interne.
Air France e Klm hanno cancellato i voli per Tel Aviv, Dubai e Riad fino a domenica a causa delle tensioni per la sicurezza nella regione. Lo riferiscono i media israeliani Ynet e Channel 12.
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