“E’ stata una giornata davvero speciale perché già alla partenza avevo in testa Matteo, l’anno scorso eravamo qua insieme ed era la mia prima volta sulla Streif”. E’ ancora per il suo grande amico e compagno di squadra Matteo Franzoso, tragicamente scomparso l’estate scorsa in Cile, il primo pensiero di un commosso Giovanni Frazioni che ha compiuto a Kitzbuehel l’impresa di una vita. Il bresciano di 24 anni ha vinto sulla Streif la più prestigiosa, spettacolare e difficilissima discesa del mondo.
E’ la seconda vittoria per questo ragazzo riccioluto, gentile e mite fuori pista quanto volitivo e determinato in gara. Una settimana fa aveva vinto il superG di Wengen ed era arrivato terzo nella discesa dopo aver dominato le due prove cronometrate. Ed a Kitzbuehel, Franzoni ha di nuovo realizzato il miglior tempo in entrambe le prove diventando così l’uomo da battere, il candidato n.1 al successo in una gara talmente prestigiosa che per vincerla molti cederebbero persino una medaglia olimpica, visto anche il premio di 101 mila euro che va al vincitore. “Se non li spendo per i miei migliori amici – ha detto poi in conferenza stampa – mi ci compro casa”.
Per capire il prestigio di questa gara – cui hanno assistito leggende come Franz Klammer o vip come Arnold Schwarzenegger – bastava vedere la faccia scura ed i gesti bruschi del di solito sorridente Marco Odermatt che nonostante 52 vittorie di coppa all’attivo non è mai ancora riuscito ad imporsi nella libera sulla Streif. L’elvetico, con sua evidente frustrazione, è infatti arrivato secondo per 7 centesimi, dovendosi inchinare a un giovane appena salito sulla scena che lui domina da un lustro.
Odermatt è stato più veloce di Giovanni, sceso col pettorale n.2, in qualche intermedio, così come altri concorrenti, rendendo la libera una vera gara da batticuore. Ma non è bastato, perchè dopo qualche sbavatura iniziale nella parte finale “sono andato da paura”, ha dichiarato l’azzurro. Seduto prima nervoso e poi sempre più tranquillo sul trono del leader provvisorio, Franzoni si è un po’preoccupato per la prova del francese Maxence Muzaton, partito col n.29 e capace alla fine di strappare il terzo posto all’altro azzurro Florian Schieder, che sulla Streif si esalta. Così sul podio è salito solo Franzoni, che per l’occasione si è tolto il cerotto sul naso che usa per respirare meglio, tra l’inno di Mameli e uno sventolio di tricolori. I Giochi sono imminenti, e lui vuole “goderli senza ansie e troppe aspettative. So che ci sono e se poi verrà il risultato tanto meglio”.
Franzoni è il quarto italiano a vincere la discesa di Kitzbuhel dopo Kristian Ghedina nel 1998, Dominik Paris per ben tre volte nel 2013, 2017 e 2019 e Peter Fill nel 2016. Paris ci ha provato a fare poker, ma si è dovuto accontentare del settimo posto, mentre Mattia Casse ha chiuso undicesimo.
Domani a Kitzbuehel si chiude con lo slalom speciale e con l’azzurro Alex Vinatzer che ha sempre in mente e nel cuore il secondo posto dell’anno scorso ottenuto con una travolgente una rimonta.
Intanto sulle nevi ceche di Spindleruv Mlyn lo slalom gigante femminile è stato vinto dalla svedese Sara Hector – 33 anni, all’ottavo successo in carriera con in più l’oro olimpico di Pechino -. Dietro di lei le statunitensi Paula Moltzan e Mikaela Shiffrin, al suo podio n.165. Miglior azzurra è stata ancora una volta la friulana Lara Della Mea che, pur vittima di un paio di sfortunati errori, ha chiuso con un buon settimo posto. Per l’Italia in classifica ci sono poi la lombarda Ilaria Ghisalberti, 18/a, e la valdostana Giorgia Collomb, 23/a. Domani slalom speciale anche per la coppa del mondo al femminile.
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