La Commissione Ue ha avviato una nuova indagine formale contro X ai sensi delle norme sui servizi digitali, estendendo il procedimento del 2023. Valuterà se X abbia correttamente valutato e mitigato i rischi legati all’integrazione di Grok, inclusa la diffusione di contenuti illegali come immagini sessualmente esplicite manipolate con l’IA (‘deepfake’), compresi contenuti che potrebbero configurare materiale di abuso sessuale su minori.
“I deepfake sessuali non consensuali di donne e bambini sono una forma violenta e inaccettabile di degradazione”, dichiara in una nota la vicepresidente della Commissione Henna Virkkunen.
“Con questa indagine, stabiliremo se X ha rispettato i propri obblighi giuridici ai sensi del Digital Service Act o se ha trattato i diritti dei cittadini europei, compresi quelli di donne e bambini, come danni collaterali del proprio servizio”, aggiunge Virkkunen.
L’indagine servirà nel dettaglio a verificare se X abbia adempiuto agli obblighi previsti dalle regole del Dsa in materia di valutazione e mitigazione dei rischi sistemici, inclusi quelli legati alla diffusione di contenuti illegali, agli effetti negativi connessi alla violenza di genere e alle gravi conseguenze sul benessere fisico e mentale derivanti dall’uso delle funzionalità di Grok sulla piattaforma.
Bruxelles esaminerà inoltre se l’azienda abbia effettuato e trasmesso alla Commissione una valutazione ad hoc dei rischi prima del dispiegamento di funzionalità con un impatto critico sul profilo di rischio del servizio. Parallelamente, la Commissione ha esteso il procedimento formale aperto nel dicembre 2023 per accertare se X abbia correttamente valutato e mitigato tutti i rischi sistemici associati ai propri sistemi di raccomandazione, incluso l’impatto del recente passaggio annunciato a un sistema di raccomandazione basato su Grok.
Se confermate, le carenze costituirebbero violazioni del Digital Services Act. Nell’ambito dell’istruttoria, la Commissione continuerà a raccogliere prove, anche tramite richieste di informazioni, interviste o ispezioni, e potrà imporre misure provvisorie in assenza di adeguamenti significativi del servizio. Bruxelles potrà inoltre adottare una decisione di non conformità o accettare eventuali impegni correttivi presentati da X. Con l’apertura del procedimento, le autorità nazionali degli Stati membri vengono sollevate dalle competenze di vigilanza sulle presunte violazioni.
La nuova indagine si inserisce nel quadro del procedimento avviato da Bruxelles il 18 dicembre 2023 su X, che riguarda anche il funzionamento del meccanismo di notifica e azione, le misure di contrasto ai contenuti illegali e i rischi legati ai sistemi di raccomandazione. Per altre violazioni, tra cui l’uso di design ingannevole, la scarsa trasparenza pubblicitaria e l’insufficiente accesso ai dati per i ricercatori, la Commissione ha già adottato il 5 dicembre 2025 una decisione di non conformità, infliggendo a X una sanzione di 120 milioni di euro.
Grok, oltre 5,5 miliardi di immagini generate negli ultimi 30 giorni
Oltre 5,5 miliardi di immagini generate negli ultimi 30 giorni con Grok Imagine. E’ il dato reso ufficiale su X dalla stessa piattaforma di intelligenza artificiale di proprietà di Elon Musk, su cui oggi l’Ue ha avviato un’indagine per i deepfake sessuali. La funzione permette di generare immagini e video partendo da descrizioni di testo, è basata sull’intelligenza artificiale ed è integrata direttamente nel social network X.
Il lancio è avvenuto in fase di test nel 2024 e poi a cascata in tutti i paesi, in Italia l’opzione è arrivata nell’agosto 2025. Nei giorni scorsi X ha introdotto nuove restrizioni che impediscono agli utenti di modificare e generare immagini di persone reali sessualizzate. Il cambiamento di rotta è avvenuto a seguito del faro acceso da governi e istituzioni di diversi paesi del mondo.
L’Ue difende la sua presenza su X, ‘comunichiamo lì le nostre preoccupazioni’
La Commissione europea difende la scelta di restare attiva su X, nonostante la gravità della condotta della piattaforma in particolare con l’uso di Grok per diffondere immagini pedopornografiche.
“La Commissione è attiva su 15 piattaforme social diverse. Recentemente un vicepresidente esecutivo ha aperto un account su Mastodon a sostegno delle imprese europee. Stiamo diversificando molto la nostra presenza”, ha spiegato un portavoce, precisando che “su X abbiamo completamente interrotto le promozioni a pagamento, quindi non riceve fondi da noi”.
Alle domande dei giornalisti sul perché l’esecutivo Ue continui a utilizzare X dopo aver lanciato una nuova indagine – questa volta su Grok -, il portavoce ha replicato: “Perché parliamo agli utenti della piattaforma. Il modo migliore per comunicare le nostre preoccupazioni è farlo lì, raggiungendo milioni di persone che la utilizzano ogni giorno”. A una nuova domanda sull’efficacia di questa strategia, la replica è stata netta: “Sì, misuriamo la portata su tutte le piattaforme. E oggi X è la seconda piattaforma in Europa per diffusione dei nostri contenuti”.
Una valutazione che, ha aggiunto la Commissione, resta aperta: “Continuiamo a valutare regolarmente la situazione e non escludiamo decisioni future”.
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