Fondi per gli sfollati di Niscemi, fino a 900 euro mensili a famiglia – Notizie – Ansa.it

Fondi per gli sfollati di Niscemi, fino a 900 euro mensili a famiglia – Notizie – Ansa.it


Per gli sfollati della frana di Niscemi (Caltanissetta) sono in arrivo i contributi del fondo Cas dello Stato, 400 euro a famiglia più 100 euro per ogni componente fino a un massimo di 900 euro al mese a nucleo per un anno. L’ANSA apprende che la procedura sarebbe già stata attivata in presenza dell’ordinanza di sgombero e dovrebbe essere completata nel giro di qualche giorno. Il contributo di autonoma sistemazione (Cas) è destinato a chi ha dovuto lasciare la propria abitazione: al momento circa 1.500 persone. Il presidente dell’Assemblea siciliana, Gaetano Galvagno, ne ha dato comunicazione ai capigruppo. 

“La frana è pienamente attiva e la situazione è critica”. Lo ha detto il capo del dipartimento della protezione civile nazionale Fabio Ciciliano, arrivato a Niscemi per fare il punto della situazione con presidente della Regione Siciliana Renato Schifani e il capo della Protezione civile regionale Salvo Cocina, nel centro operativo comunale (Coc). “Io stesso ho verificato e accertato con il mio telefono durante un sopralluogo – ha aggiunto – Ci sono abitazioni che non potranno essere più recuperate e bisognerà definire un piano per la delocalizzazione definitiva di chi ci viveva”.

“L’intera collina sta crollando sulla piana di Gela. Abbiamo fatto un primo sopralluogo con la componente scientifica del centro di competenza del Dipartimento della Protezione civile, il professore Nicola Casagli, che ha messo in evidenza non solo quello che è visibile ma che in realtà è l’intera collina che sta scendendo verso la piana di Gela” ha continuato Niscemi. 

 

La parete terrosa alla cui sommità c’è una striscia di case in bilico sul precipizio – l’immagine più nota della frana di Niscemi -, dovrà trovare un assetto di equilibrio naturale. Nella letteratura scientifica, “i terreni sabbiosi, come quelli di Niscemi, hanno un angolo di resistenza al taglio di 35 gradi. Attualmente la parete presenta un angolo di 85 gradi e questo significa che la frana è destinata ad avanzare, compromettendo le costruzioni, fino a trovare un equilibrio. L’angolo della parete non può resistere all’attuale inclinazione”. Lo spiega Riccardo Ferraro, consigliere della Sigea, la Società italiana di geologia ambientale.

 

Video Maltempo, evacuate oltre mille persone per la frana a Niscemi

 

A Niscemi 29 anni fa una frana nella stessa area

Il 12 ottobre 1997, poco prima delle 14, a Niscemi la gente scese in strada gridando al terremoto. Esattamente com’è accaduto alle 13 di domenica scorsa, quando ha sentito un boato.

Ventinove anni fa e lo scorso 25 gennaio non si trattava di un sisma, ma di una frana che si è ripresentata negli stessi luoghi: i quartieri Sante Croci, Pirillo, Canalicchio. Nel ’97, l’allora sottosegretario alla Protezione civile, il vulcanologo Franco Barberi, parlò di “ordinaria malamministrazione e di completo degrado in una zona sottoposta a vincolo geologico”.

La procura di Caltagirone aprì un fascicolo per disastro colposo, ai 400 sfollati furono offerti 600mila lire al mese, per 13 mesi, come contributo per l’affitto.

Nel 2000, 48 case e la settecentesca chiesa di Sante Croci furono demolite. Quando le ruspe s’avvicinarono al luogo di culto, una dozzina di persone fece da scudo per impedire la demolizione. Tra ricorsi giudiziari e proteste, infine la chiesa fu abbattuta.

Lo stato d’emergenza per quella frana fu più volte prorogato dal Consiglio dei ministri, almeno fino al 2007.

Anche nel ’97, come nei giorni scorsi, la frana fu preceduta da maltempo e pioggia. E probabilmente le condizioni meteorologiche non saranno state diverse nel 1790, quando nei quartieri Sante Croci e Canalicchio, sempre gli stessi, la terra si aprì e nei bevai l’acqua smise di scorrere, come riportano le cronache del tempo ad opera di una comunità di frati.

Coldiretti: ‘La situazione degli agricoltori è drammatica’

“La situazione degli agricoltori di Niscemi peggiora di giorno in giorno. La frana costringe a percorsi lunghi e tortuosi facendo lievitare i costi”. È l’allarme di Coldiretti che ha proposto al sindaco un aiuto con trattori o altri mezzi agricoli per contribuire attivamente, dove possibile, a liberare le strade. È stata anche offerta la sede Coldiretti per ogni necessità. Per andare in azienda – sottolinea Coldiretti – gli agricoltori sono costretti a percorrere 60, 70 chilometri in più. Gli ortaggi raccolti poi devono essere portati nei magazzini per poter essere inviati e questo comporta ulteriori aggravi, conclude Coldiretti.

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