Niscemi: dentro la zona rossa, strade e case collassate – Notizie – Ansa.it

Niscemi: dentro la zona rossa, strade e case collassate – Notizie – Ansa.it


 Della piattaforma da cui si lanciava l’aviatore Angelo D’Arrigo e che richiamava appassionati del deltaplano da ogni parte del mondo non c’è più traccia. Sprofondati anche la casa di una famiglia e il casolare utilizzato da un pastore, ridotti a un cumulo di detriti. Solo un pezzo della strada piastrellata della passeggiata da cui si poteva ammirare il paesaggio è rimasto intatto, il resto è collassato. E’ lo scenario disastroso ben visibile dal belvedere di Niscemi, una delle zone rosse dove l’ANSA è entrata con alcuni operatori della Protezione civile e col presidente dell’Assemblea siciliana, Gaetano Galvagno

 Centinaia di bambini sono costretti a stare a casa perché le scuole elementari che frequentano sono state chiuse per la frana che sta mettendo in ginocchio la comunità di Niscemi (Caltanissetta). Sono cinque gli istituti che sono stati chiusi perché si trovano nelle zone rosse: Belvedere, Don Bosco, San Giuseppe, Collodi e Pirandello.
Solo due plessi elementari sono aperti perché al di fuori delle aree a rischio: Mario Gori e Don Milani. Nessun problema per gli alunni delle medie di Verga e Manzoni.  Dirigenti scolastici e amministrazione comunale stamani si sono riuniti per pianificare soluzioni. Alcune classi saranno dislocate in altri plessi scolastici, collocati non in zona rossa. “Non ci saranno doppi turni, è un impegno che stiamo prendendo”, dice il sindaco di Niscemi Massimiliano Conti.
Negli istituti scolastici, non in zona rossa, si lavora per ripristinare il metano e assicurare l’attivazione dei riscaldamenti delle aule. “Ripartire – dice la dirigente scolastica Licia Salerno – per noi sarebbe molto importante. Si tratta di riattivare la quotidianità e dare una speranza in più anche a chi ha perso la casa o non può ritornarci”. 

 “E’ già cominciato lo sciacallaggio dei proprietari di case, c’è gente che per l’affitto propone addirittura fino a 2mila euro al mese. Come si fa? Si deve subito bloccare questa cosa. Ci devono dare gli alloggi, non i soldi per pagare l’affitto. Sappiamo che ci sono tante case popolari chiuse, si devono dare una smossa. Ci stanno ospitando per ora, poi cosa succederà? Abbiamo una rabbia pazzesca”. Lo dice Maria D’Alessandro tra le 1.500 persone sfollate a Niscemi colpita dalla frana. 

  “La frana di Niscemi non è nata oggi, ha una storia. Cercheremo di capire se potevano essere adottate delle contromisure per fermarla e non è stato fatto o se addirittura è stato fatto qualcosa, o non è stato fatto, che ha aggravato”, ha spiegato il procuratore capo di Gela, Salvatore Vella, poche ore dopo aver aperto un fascicolo d’inchiesta sulla frana nel paese del Nisseno. Le ipotesi di reato avanzate sono disastro colposo e danneggiamento seguito da frana.
Il fascicolo è stato aperto senza indagati, ma la Procura di Gela, spiega Vella, è al lavoro per “acquisire documentazione tecnica in più Enti”. Il procuratore ieri è stato nella zona rossa di Niscemi, per un sopralluogo mirato e per coordinare le attività di indagine delle forze dell’ordine. “E’ un pezzo di paese che sta scivolando verso valle – dice Vella che è rimasto ‘molto impressionato’ – ho chiesto di rinforzare controlli e presidi a tutela della sicurezza pubblica e per evitare possibili sciacallaggi”.
Vella è il magistrato che, da procuratore aggiunto di Agrigento, si è occupato della tragedia dell’11 dicembre del 2021 con l’esplosione di gas a Ravanusa che provocò nove vittime, un centinaio di sfollati e diverse palazzine crollate.
“Fatti diversi – spiega il magistrato – ma la sensazione che ho provato ieri, vedendo una città stravolta, è stata la stessa. E poi la zona rossa, la necessità di monitoraggio sistematico, le consulenze tecniche che abbiamo fatto a Ravanusa e che dovranno essere fatte a Niscemi. Ravanusa è un carico emozionale e professionale che inevitabilmente mi porterò dietro per sempre”.

 

Codacons, ‘a Niscemi frana annunciata, esposto per disastro colposo’

 Il Codacons annuncia la “presentazione di un esposto alla Procura di Gela per l’ipotesi di disastro colposo, in relazione alla grave situazione di dissesto idrogeologico che interessa il territorio di Niscemi, dove i recenti eventi franosi hanno esposto la popolazione a un pericolo concreto e attuale”.
“Dalla documentazione disponibile e dalle numerose segnalazioni raccolte nel tempo – afferma l’associazione di consumatori in una nota – emerge con chiarezza come il rischio frana fosse noto, prevedibile e tecnicamente valutabile da anni.
La fragilità dei costoni, le caratteristiche geomorfologiche dell’area e il progressivo aggravarsi delle condizioni del terreno rendevano necessari interventi strutturali di prevenzione e di messa in sicurezza, che non risultano essere stati adottati in modo adeguato e tempestivo. Gli episodi verificatisi – aggiunge il Codacons – non possono pertanto essere ricondotti a eventi improvvisi o eccezionali, ma appaiono come l’esito di una situazione annunciata, aggravata da una prolungata inerzia e da una gestione del rischio non efficace.
In tale contesto, la mancata prevenzione assume rilievo non solo sul piano amministrativo, ma anche sotto il profilo penale, laddove il pericolo per la pubblica incolumità fosse prevedibile ed evitabile”.
Con l’esposto, il Codacons chiede alla “Procura di accertare se ricorrano gli estremi del reato di disastro colposo, nonché di verificare se siano stati posti in essere tutti gli atti dovuti, se vi fossero relazioni tecniche, segnalazioni o allarmi rimasti privi di riscontro e se sussistano responsabilità per omissioni, ritardi o sottovalutazioni da parte dei soggetti istituzionalmente competenti”.
L’associazione sollecita inoltre “l’adozione immediata di interventi urgenti e strutturali di messa in sicurezza, l’attivazione di un monitoraggio costante delle aree a rischio e la piena trasparenza sugli atti adottati nel tempo, affinché la sicurezza dei cittadini di Niscemi non continui a essere affidata alla gestione dell’emergenza, ma a una reale e doverosa azione di prevenzione”. 

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