Il femminicidio di Anguillara, il figlio di Federica Torzullo resta con i nonni materni – Notizie – Ansa.it

Il femminicidio di Anguillara, il figlio di Federica Torzullo resta con i nonni materni – Notizie – Ansa.it


Resta affidato ai nonni materni il figlio di Federica Torzullo, la 46enne uccisa ad Anguillara dal marito con cui si stava separando Claudio Carlomagno.

I giudici del Tribunale per i minori di Roma, al termine dell’udienza a cui erano presenti anche i genitori di Federica, hanno sostanzialmente confermato quanto disposto il 17 gennaio – quando il corpo della donna non era stato ancora trovato – affidando il piccolo di 10 anni a loro, con il sindaco del comune di Anguillara come tutore in base a quanto stabilisce il codice civile.

I magistrati hanno quindi escluso la possibilità che il minore potesse finire in una casa famiglia. I vestiti e i beni del piccolo sono ancora nella villetta teatro del femminicidio, stando a quanto raccontato da Carlomagno nel corso della sua lunga confessione davanti al gip di Civitavecchia.

Proprio in quelle stanze sono tornati mercoledì i carabinieri del nucleo Investigativo di Ostia e gli specialisti del Ris per effettuare una serie di accertamenti tecnici irripetibili.

Una attività istruttoria andata avanti per tutto il giorno a cui ha preso parte anche il procuratore di Civitavecchia, Alberto Liguori, e durante la quale è stato acquisito del materiale.

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In particolare gli investigatori hanno effettuato una serie di rilievi all’interno del bagno dove sarebbe iniziata l’aggressione di Carlomagno che ha colpito Federica con almeno 23 coltellate. Una azione violenta, durata oltre 45 minuti in base a quanto riferito dall’indagato al gip. Una ricostruzione che però non ha convinto la Procura che ha esteso le verifiche anche alla scatola nera presente nell’autovettura dell’indagato dove il corpo di Torzullo sarebbe stato portato prima del seppellimento avvenuto in un terreno adiacente all’azienda dell’uomo.

Per gli inquirenti l’analisi del Gps presente nella ‘black box’ potrebbe fornire elementi utili a ricostruire gli spostamenti effettuati da Carlomagno dopo l’omicidio e in questo modo escludere l’eventuale presenza di un complice. Alla presenza anche dei consulenti di parte sono stati scaricati tutti i dati presenti nel congegno che fornisce, come in una sorta di diario di bordo, dati relativi ai percorsi, all’aperture e chiusure degli sportelli e alla gestione del mezzo. Le verifiche hanno riguardato anche l’azienda, una società di movimento terra, di proprietà di Carlomagno. Già durante le ricerche del corpo della donna gli inquirenti avevano effettuato una serie di sopralluoghi nell’area. Chi indaga ha effettuato verifiche anche sui mezzi presenti all’interno della struttura.

Dall’autopsia effettuata sul corpo della donna, sono state riscontrate infatti anche fratture da schiacciamento dovute, con ogni probabilità, dall’escavatore utilizzato per creare la fosse, profonda circa due metri, dove il corpo è stato gettato completamente nudo. Resta da individuare il coltello utilizzato dal marito della donna. Le ricerche nel corso d’acqua, nella zona di via Braccianense, dove ha affermato di essersene sbarazzato non hanno dato esito.

Anche le verifiche effettuate nella azienda non avrebbero portato a svolte in questo ambito. Intanto è all’attenzione degli inquirenti il materiale acquisito durante una ricognizione effettuata nella villetta dei genitori di Carlomagno dove sabato sera si sono tolti la vita impiccandosi. Per questa vicenda è stato aperto un fascicolo per istigazione al suicidio. Una iniziativa presa in primo luogo per potere effettuare l’autopsia, che ha confermato la dinamica, ma anche per potere effettuare verifiche su alcuni post comparsi sui social in cui la coppia è stata presa di mira con pensanti allusioni su un loro possibile coinvolgimento nel femminicidio.

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