Continua a salire la tensione Usa-Iran dopo le minacce di Trump. Un’altra nave da guerra statunitense è arrivata in Medio Oriente, come mostrano i dati di tracciamento delle navi, mentre continuano a crescere le speculazioni su un possibile nuovo attacco degli Stati Uniti contro l’Iran. Lo scrive la Bbc Verify.
Il cacciatorpediniere lanciamissili USS Delbert D Black è stato monitorato ieri mentre navigava attraverso il Canale di Suez verso il Golfo, come ha mostrato il sito di tracciamento MarineTraffic. Si ritiene che almeno 10 navi da guerra statunitensi si trovino ora in Medio Oriente, tra cui la portaerei USS Abraham Lincoln.
L’esercito iraniano ha spiegato di aver aggiunto 1.000 droni ai suoi reggimenti da combattimento, mentre il suo capo ha promesso una “risposta schiacciante” a qualsiasi attacco, ha riferito la televisione di Stato, dopo che gli Stati Uniti hanno dispiegato una forza d’attacco nelle acque regionali.
“In linea con le minacce che stiamo affrontando, mantenere e potenziare i vantaggi strategici per un combattimento rapido e una risposta schiacciante a qualsiasi invasione (…) è sempre all’ordine del giorno dell’esercito”, ha dichiarato il comandante dell’esercito iraniano Amir Hatami, citato dalla televisione di Stato.
Intanto il Cremlino chiede “moderazione” agli Usa in merito a possibili azioni in Iran, ritenendo che le possibilità di una soluzione diplomatica “non sono esaurite”. Eventuali azioni di forza rischiano di creare “il caos” nella regione, ha avvertito il portavoce, Dmitry Peskov, citato dall’agenzia Tass. “Continuiamo a esortare tutte le parti alla moderazione e al rifiuto di qualsiasi ricorso alla forza”, ha detto il portavoce del presidente Vladimir Putin, citato da Interfax.
“È evidente – ha aggiunto Peskov – che il potenziale negoziale (riguardo all’Iran) è tutt’altro che esaurito. E, naturalmente, in questo contesto, è necessario concentrarsi innanzitutto sui meccanismi negoziali”. Secondo il portavoce del Cremlino, “qualsiasi azione militare può solo creare caos nella regione, portando a conseguenze molto pericolose in termini di destabilizzazione del sistema di sicurezza”.
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