Regeni: ‘Piantedosi ha elogiato i servizi di sicurezza egiziani’, è polemica – Notizie – Ansa.it

Regeni: ‘Piantedosi ha elogiato i servizi di sicurezza egiziani’, è polemica – Notizie – Ansa.it


E’ polemica per un ‘elogio’ da parte del ministro dell’Interno Piantedosi nei confronti dei servizi di sicurezza egiziani, durante un incontro ieri al Viminale con il suo omologo del Cairo Mahmoud Tawfik.

Piantedosi “ha elogiato i notevoli sforzi dei servizi di sicurezza egiziani e i loro ripetuti successi nella lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata in tutte le sue forme, in particolare nella lotta all’immigrazione clandestina. Ha inoltre espresso l’interesse del suo Paese ad ampliare i quadri e i meccanismi di cooperazione in materia di sicurezza con la polizia egiziana e a rafforzare il coordinamento bilaterale per affrontare le sfide di sicurezza emerse a seguito del deterioramento della situazione politica in molti Paesi del mondo”, ha riferito il ministero dell’Interno egiziano in una nota ufficiale. 

L’incontro, avvenuto “nell’ambito degli sforzi per rafforzare la cooperazione in materia di sicurezza con i paesi europei”, si è concluso con l’impegno a “un coordinamento e una consultazione continui per affrontare le sfide alla sicurezza che minacciano la pace e la sicurezza globali”, indica il post.

Durante “un incontro approfondito presso il ministero dell’Interno italiano, copresieduto dai due ministri” – prosegue la nota – sono stati esaminati “gli aspetti della cooperazione tra i rispettivi ministeri in vari ambiti della sicurezza e le modalità per rafforzarla, nonché gli ultimi sviluppi relativi a questioni di sicurezza di interesse comune”.

Tawfik – aggiunge la nota – ha sottolineato “l’importanza di rafforzare i meccanismi di cooperazione e di scambiare competenze in settori di sicurezza di interesse comune” e la “necessità di sforzi concertati per contenere e contrastare tutti i fenomeni dannosi legati alla criminalità organizzata, date le sfide per la sicurezza poste dall’attuale situazione regionale e internazionale”. 

Duro il commento dell’avvocata Alessandra Ballerini, legale della famiglia Regeni: “Quello che vogliamo, col processo e col documentario, è che venga ristabilito l’ordine delle cose. E questo dovrebbe far sì che non avvengano cose come quelle avvenute: il ministro dell’Interno italiano si incontra con quello egiziano e si fanno grandi complimenti per la collaborazione per fermare l’immigrazione che viene dall’Egitto, che non è un paese sicuro, da cui scappano persone che stanno subendo le conseguenze del regime, che ha torturato e ucciso Giulio e che ogni giorno tortura e uccide e fa sparire almeno tre persone”.

Per “ordine delle cose” Ballerini intende “il fatto che i diritti umani fondamentali sono inviolabili, che esiste un divieto di tortura universale, che esiste l’intangibilità dei corpi e della dignità delle persone”. 

Il deputato del Pd Gianni Cuperlo sottolinea che “il ministro dell’Interno Piantedosi e il suo omologo egiziano Mahmoud Tawfik si sono incontrati e hanno espresso soddisfazione per l’ottima cooperazione tra le Forze di Polizia che hanno sviluppato una collaborazione molto proficua. Questo sarebbe quanto emerso dall’incontro. Domenica a Fiumicello ho visto il docufilm su Giulio. La descrizione delle torture che ha subito. I depistaggi e le volgarità delle autorità egiziane proseguite negli anni. E il ministro degli Interni italiano parla di ‘collaborazione molto proficua’. Mi vergogno per lui e per la sua immoralità”. 

Per Mediterranea Saving Humans rappresentano “una vergogna per il Paese”, “a pochi giorni dal decennale dell’omicidio di Giulio Regeni” , le dichiarazioni rese alla stampa dal ministro Matteo Piantedosi, dopo l’incontro con il suo omologo egiziano. Sotto accusa soprattutto la sottolineatura del titolare del Viminale che il dialogo tra i due Paesi “ha un valore strategico perché si inserisce in una visione condivisa di stabilità, sicurezza e responsabilità nel Mediterraneo”.

“Stabilità e sicurezza del Mediterraneo garantiti diventando complici di assassini e torturatori, che hanno nelle loro galere migliaia di innocenti – commenta Mediterranea – Gli stessi che hanno tenuto in carcere perché oppositore politico Patrick Zaki. È questo il Mediterraneo che vuole Piantedosi: quello dei lager in Libia, dei migranti fatti morire in mare come a Cutro, quello dei dittatori come Al – Sisi”.

Piantedosi, ricorda ancora la ong, ha espresso “soddisfazione per l’ottima cooperazione tra le Forze di Polizia che hanno sviluppato una collaborazione molto proficua”. “Ma un briciolo di vergogna non riesce a coglierlo? Se mai ci sarà una Norimberga per i crimini contro l’umanità commessi nel Mediterraneo, questo Ministro dovrebbe essere sul banco degli imputati – conclude Mediterranea -. Comunque è processato dalla Storia: dichiarazioni così inqualificabili ed immorali non passeranno inosservate”.

Riproduzione riservata © Copyright ANSA



Source link