Bambino lasciato a piedi, il presidente della Provincia: ‘Profondo dispiacere’ – Notizie – Ansa.it

Bambino lasciato a piedi, il presidente della Provincia: ‘Profondo dispiacere’ – Notizie – Ansa.it


Il Presidente della Provincia di Belluno, Roberto Padrin, esprime “profondo dispiacere e forte preoccupazione” per quanto accaduto al bambino di Vodo di Cadore che, al termine dell’orario scolastico, è stato lasciato a terra dal mezzo del trasporto pubblico perché sprovvisto del biglietto previsto.

“Si tratta di un episodio che colpisce e che non può lasciare indifferenti – dichiara Padrin in una nota – soprattutto perché coinvolge un minore e tocca il tema delicatissimo della tutela dei più deboli. Ho chiesto a Dolomitibus che venga fatta totale chiarezza, e soprattutto che si mettano in atto tutte le azioni necessarie affinché episodi di questo tipo non abbiano più a ripetersi. Ho chiamato anche la famiglia del bambino, per esprimere solidarietà e assicurare che su quanto accaduto verrà fatta piena chiarezza. Lo dobbiamo al bambino, ma anche a tutti coloro che quotidianamente usufruiscono del trasporto pubblico, che deve essere e deve rimanere un servizio a beneficio di chi abita e lavora sul nostro territorio”, conclude. 
   

 

L’assessore regionale: ‘Serve buon senso’

“Al di là delle rispettive responsabilità, sulle quali sarà fatta luce dalle indagini, si tratta prima di tutto di una questione di buon senso e sensibilità. Il comportamento più corretto e sicuro sarebbe stato quello di accompagnare il bambino a destinazione e solo successivamente richiedere alla famiglia il pagamento del sovrapprezzo o la regolarizzazione del titolo di viaggio”. Così l’assessore regionale ai Trasporti e mobilità, Diego Ruzza, sulla vicenda.

“Abbiamo scritto all’azienda affinché venga svolto ogni necessario approfondimento sull’episodio – rileva Ruzza -. La sicurezza dei nostri cittadini, specialmente dei minori, resta la priorità assoluta e mi aspetto che in situazioni simili prevalga sempre la responsabilità umana rispetto alla rigidità dei regolamenti tariffari”.

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