E’ rientrato nell’oceano Pacifico meridionale il relitto spaziale pesante 11 tonnellate e lungo 12 metri ZQ-3 R/B in caduta incontrollata sulla Terra. Lo indica la prima stima finora nota, pubblicata dal Comando di Difesa Aerospaziale del Nord-America (Norad). Secondo i calcoli del Norad l‘impatto nell’atmosfera è avvenuto alle 13,39 italiane, con un margine di incertezza di più o meno un minuto, nella zona del Pacifico intorno alla latitudine di 54.3 gradi Sud e alla longitudine di 189.6 gradi Est, fra la Nuova Zelanda e l’Antartide.
Già nelle prime ore della mattinata i calcoli dei centri operativi di Sorveglianza e Tracciamento Spaziale dell’Unione Europea (Eu Sst). l’Italia era risultata fuori dalla zona di impatto calcolata sulla base delle orbite percorse dal detrito ZQ-3 R/B, che è il secondo stadio del lanciatore cinese Zhuque-3, lanciato lo scorso 3 dicembre dall’azienda cinese LandSpace.
Il razzo Zhuque-3 è un lanciatore di nuova generazione alimentato a metano e a ossigeno liquido, progettato per essere parzialmente riutilizzabile: alto 66 metri, ha due stadi, una massa di 550 tonnellate ed è stato concepito per trasportare un carico utile di circa 10 tonnellate in orbita bassa terrestre. Nel volo inaugurale di dicembre, il tentativo di recupero del primo stadio con un atterraggio verticale (come quello del Falcon 9 di SpaceX) non è andato a buon fine: durante la manovra finale il booster è andato distrutto poco prima del touchdown. Il secondo stadio, invece, ha funzionato regolarmente, ma poi non è riuscito a mantenere una quota stabile.
“Lo ZQ-3 R/B è un oggetto di dimensioni considerevoli che richiede un attento monitoraggio”, osservano gli esperti di Eu Sst. “Il suo lancio inaugurale, avvenuto il 3 dicembre 2025, sembrerebbe aver incluso un carico fittizio, che potrebbe essere rimasto agganciato al secondo stadio del lanciatore”.
“Dalle poche informazioni che sono disponibili sul razzo e sul suo carico fittizio usato per simulare una vera missione, possiamo dedurre che il secondo stadio abbia una massa significativa di circa 11 tonnellate”, puntualizza Luciano Anselmo, esperto di dinamica spaziale e associato di ricerca presso l’Istituto di Scienza e Tecnologie dell’Informazione ‘A. Faedo’ del Cnr (Isti-Cnr). “A differenza di altri lanciatori, pare che questo abbia il primo stadio composto per lo più di acciaio, un materiale che garantisce una maggiore resistenza alle sollecitazioni nella fase di rientro: se anche il secondo stadio fosse fatto in gran parte di acciaio, allora è probabile che delle parti sopravvivano al rientro arrivando alla superficie terrestre”.
Il razzo cinese Zhuque-3 durante uno dei test condotti a terra prima del lancio (fonte: Landscape)
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
