Hanno aspettato il buio per staccarsi dal corteo nazionale di Askatasuna a Torino e per cercare di sfondare i cordoni delle forze dell’ordine. Sono gruppi di autonomi e di anarchici, che hanno lanciato bottiglie, razzi da tubi di metallo artigianali, pietre, fumogeni. È accaduto dietro il campus universitario Einaudi, ma ancora prima in corso Regina Margherita 47, dove fino al 18 dicembre scorso e per quasi trent’anni ha avuto sede Askatasuna. La polizia ha risposto con lacrimogeni e cariche di alleggerimento, con un faccia a faccia che ha superato l’ora e mezza. Fiamme sono salite da cassonetti, masserizie ai lati delle strade e anche da un blindato della polizia, spento dagli agenti stessi. In mezzo alle strade è stato lanciato tutto ciò che era a portata di mano, dalle sedie dei locali chiusi a pali stradali divelti.
Video Al corteo per Askatasuna ‘scambi’ di bombe carta e gas lacrimogeni
La politica ha reagito immediatamente. “Purtroppo non sono capaci di sorprenderci, ha affermato il ministro della Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo: rimangono fedeli al loro orgoglio di violenza e sopraffazione. Saranno pure 15 o 20mila, tuttavia non è rilevante il numero, ma la stantia e vergognosa pratica fascista dello scontro fisico, del dileggio alle regole della civile convivenza, del rifiuto alla legalità”. Duro il commento “Ancora una volta per colpa del presidente dei senatori di FI, Maurizio Gasparri: “Askatasuna e il resto della feccia dei centri sociali abbiamo esponenti delle forze dell’ordine feriti a Torino. Questi criminali vanno messi all’angolo. Sono i fautori dell’illegalità protetta e promossa dalle sinistre di ogni tipo”.
Solidarietà totale e piena vicinanza agli uomini e alle donne in divisa che in questo momento stanno lavorando per mantenere l’ordine dai deputati della Lega Elena Maccanti, segretaria provinciale a Torino, e Alessandro Benvenuto, questore della Camera. “Askatasuna in lingua basca vorrà pure dire libertà, ma a Torino invece, e oggi ne abbiamo visto l’ennesima conferma, vuol dire solo delinquenza, illegalità e violenza” le parole del presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio. Concorde il sindaco, Stefano Lo Russo: “Si tratta di comportamenti criminali, che hanno messo a rischio la sicurezza delle persone e provocato gravissimi danni alla città.”
Video Bloccati i manifestanti che volevano raggiungere l’ex sede di Askatasuna
All’inizio del corteo, 15.000 in strada secondo le forze dell’ordine, 50.000 per gli organizzatori, si sono uniti sindacati di base, associazioni, militanti di centri sociali non solo dall’Italia, il movimento No Tav, il fumettista Zerocalcare, e anche qualche politico, tra cui il deputato Avs Marco Grimaldi. “È un corteo enorme – ha affermato – a dimostrazione che Torino, in questo braccio di ferro, sa da che parte stare: contro la repressione, contro un governo che vuole prendersi la città militarmente e contro chi pensa di poter cancellare dalle mappe culturali, solidali e sociali i centri sociali”. “Quanto accaduto oggi con l’ennesimo, pesantissimo, assalto alla polizia da parte dei violenti di Askatasuna è intollerabile e deve essere chiamato col suo nome: terrorismo rosso” il commento di Silvia Sardone, vicesegretaria della Lega.
“L’epilogo violento della marcia odierna targata Askatasuna era previsto e già scritto. I principali responsabili sono i protettori politici, esponenti di partito scesi in piazza con chi tira le bombe carta alle forze di polizia legittimandoli” quello di Augusta Montaruli, vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera. A sera è iniziata la conta dei feriti, sei in totale in due ospedali cittadini alle 19, il bilancio finale è ancora da completare.
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, secondo quanto si apprende dal Quirinale, ha chiamato il ministro dell’Interno Piantedosi per chiedergli di trasmettere la sua solidarietà all’agente aggredito e a tutti gli agenti delle Forze dell’ordine che hanno subito violenze.
“Quanto accaduto a Torino conferma chi sono i veri violenti e chi rappresenta l’autentico pericolo per la convivenza civile e per la nostra democrazia: gli antagonisti ospiti dei centri sociali occupati abusivamente anche grazie a coperture politiche ben identificabili”, ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. “Anche in questa occasione – aggiunge – ascolteremo a sinistra ipocriti e surreali ragionamenti tesi a minimizzare le responsabilità di questi delinquenti. Ci saranno i consueti distinguo tra la bontà della causa per cui si è manifestato rispetto a pochi manifestanti intemperanti che vanno ‘compresi’ ma non condannati. Probabilmente oggi come ieri per qualche benpensante vanno difesi perché, anche se sbagliano, sono pur sempre compagni di lotta”.
“Il Governo ha fatto la sua parte, rafforzando gli strumenti per contrastare l’impunità. Ora è fondamentale che anche la Magistratura faccia fino in fondo la propria, perché non si ripetano episodi di lassismo che in passato hanno annullato provvedimenti sacrosanti contro chi devasta le nostre città e aggredisce chi le difende”, afferma la premier Giorgia Meloni sui social, commentando le violenze al corteo per Askatasuna: “Questi non sono dissenso né protesta: sono aggressioni violente con l’obiettivo di colpire lo Stato e chi lo rappresenta. E per questo devono essere trattate per ciò che sono, senza sconti e senza giustificazioni”.
“Quelle che giungono da Torino sono immagini inqualificabili di una violenza inaccettabile – afferma in una nota la segretaria del Pd Elly Schlein -. La solidarietà mia e di tutto il Partito democratico va agli agenti delle Forze dell’Ordine e ai giornalisti colpiti e alla città di Torino, che hanno subito un’aggressione delinquenziale da parte di frange violente organizzate e a volto coperto. La nostra condanna della violenza è, come sempre, la più ferma e auspichiamo che gli aggressori vengano individuati al più presto”.
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