‘Crociata Maga’ in Europa, fondi Usa per una rete di think tank – Notizie – Ansa.it

‘Crociata Maga’ in Europa, fondi Usa per una rete di think tank – Notizie – Ansa.it


 I Maga sbarcano in Europa per diffondere il verbo di Donald Trump, salvare il Vecchio Continente e contrastare quelle che loro percepiscono come minacce alla libertà di parola.

    Secondo quanto rivelato dal Financial Times il dipartimento di Stato è pronto a finanziare think thank ed organizzazioni benefiche allineate sulle posizioni del movimento ‘Make America Great Again’ in modo da propagare i valori americani sull’altra sponda dell’Atlantico. La macchina sarebbe già in movimento stando a quanto riferito da tre fonti informate secondo le quali un’alta funzionaria di Foggy Bottom, Sarah Rogers, è stata in missione in Europa a dicembre per incontrare i rappresentanti di organizzazioni di destra e figure chiave del partito populista britannico Reform Uk di Nigel Farage, vecchia conoscenza dei conservatori americani e di Trump. Rogers ha fatto tappa anche a Parigi, Roma e Milano nell’ambito di quello che aveva definito all’epoca un “tour sulla libertà di parola”. I fondi segreti che il dipartimento di Stato è pronto a stanziare farebbero parte di quelli per le celebrazioni del 250esimo anniversario dell’indipendenza americana che cade quest’anno.

    Nel mirino dei Maga ci sarebbero in particolare l’Online Safety Act britannico e il Digital Services Act dell’Unione Europea, due leggi che la Casa Bianca considera un attacco alla libertà di parola, all’industria americana e all’indipendenza del suo settore tecnologico. “L’amministrazione americana è impegnata in una crociata per salvare l’Europa”, ha riferito al Financial Times un funzionario del partito di Farage. Proprio nei giorni scorsi è stato pubblicato un rapporto della commissione giustizia della Camera Usa su come l’Unione Europea abbia condotto negli ultimi dieci anni una strategia normativa volta a regolare e limitare i contenuti online con effetti che si estendono oltre i confini europei. Secondo la commissione giustizia, si tratta di una forma di “censura straniera” indiretta, in contrasto con il primo emendamento della costituzione americana. Il rapporto sostiene, inoltre, che “in oltre 100 incontri a porte chiuse, almeno dal 2020, la Commissione europea ha ripetutamente fatto pressione sulle piattaforme affinché cambiassero le regole di moderazione dei contenuti censurando in modo più aggressivo i contenuti e violando direttamente la libertà di espressione online degli americani”. “Nel dicembre 2025 – si legge ancora nel rapporto – la Commissione ha compiuto il suo passo di censura più aggressivo fino a oggi, multando X per quasi il 6% del suo fatturato mondiale, in evidente ritorsione per la tutela della libertà di espressione a livello globale”.
 

   Non è la prima volta che Europa e Stati Uniti si scontrano su questi dossier e sugli sforzi di Bruxelles per regolamentare i contenuti online, anche sui principali social network. Ma uno schema per influenzare, in modo sistematico, gruppi di destra è destinato a suscitare preoccupazione tra gli alleati di Washington, in particolare tra i governi di centrosinistra come il Labour in Gran Bretagna. Già l’anno scorso nella strategia per la sicurezza nazionale americana si sottolineava la necessità di “coltivare la resistenza” all’attuale traiettoria del continente. Il documento avvertiva inoltre che le migrazioni di massa e la “censura della libertà di parola” avrebbero potuto portare alla “cancellazione della civiltà”. Anche Trump ha spesso bacchettato il Vecchio Continente sulle sue politiche migratorie accusando i leader europei di essere “deboli”.
   

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