L’orgoglio di rappresentare il proprio Paese, gli Stati Uniti, ma non tutto quello che sta accadendo lì in questo momento. Sono le “emozioni contrastanti” di Hunter Hess, freestyler 27enne dell’Oregon che, in Italia per prendere parte alle Olimpiadi invernali di Milano Cortina, non nasconde il dispiacere per certe situazioni, suscitando la dura reazione del presidente Trump: “Non rappresenta il suo Paese ai Giochi? Un vero perdente, un peccato faccia parte della squadra americana”.
Dopo i fischi al vicepresidente JD Vance durante la Cerimonia di Apertura dei Giochi, venerdì sera a San Siro, e i ‘buuu’ del giorno dopo all’Hockey Arena, l’inquilino della Casa Bianca deve ora fare i conti con il disappunto per le sue politiche che serpeggia tra gli atleti americani.
“Solo perché porto la bandiera non vuole dire che mi riveda in quello che sta accadendo nel mio Paese”, ha detto lo sciatore seguito a ruota da Chris Lillis, altro atleta di freestyle. Che, rispondendo ad alcune domande sull’Ice e sui fatti di Minneapolis, ha detto di amare il proprio Paese e di non voler rappresentare un’altra nazione, ma di sentirsi col cuore spezzato per ciò che sta succedendo negli Stati Uniti.
Ha invece parlato del clima difficile che si respira negli Stati Uniti per la comunità Lgbtq la pattinatrice Amber Glenn, mentre la campionessa di sci alpino Mikaela Shiffrin, la più vincente nella storia della Coppa del Mondo di sci alpino femminile alla sua quarta Olimpiade, ha ricordato l’importanza di valori come inclusione e rispetto.
Gli stessi principi richiamati nei giorni scorsi dalla snowboarder Kim Chloe, regina dell’half pipe nata in California da genitori emigrati dalla Corea del Sud, che si è detta “orgogliosa di rappresentare un Paese più forte quando abbraccia diversità, dignità, speranza”.
Porta alle Olimpiadi la protesta contro le milizie anti-immigrazione anche un altro sciatore di freestyle, l’anglo americano Gus Kenworthy, che nei giorni scorsi ha postato sui social la ben più esplicita scritta ‘Fuck Ice’, lasciando intendere di averla realizzata sulla neve con l’urina.
Non tutti sono però d’accordo con le prese di posizione degli atleti a stelle e strisce. E’ il caso di Michael Anthony Eruzione, leggenda dell’hockey su ghiaccio Usa, che ha invitato Hess a non indossare la divisa con la bandiera statunitense. Punti di vista che, comunque la si pensi, confermano le divisioni su Trump e sulle sue politiche anche tra i cittadini americani.
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