Trionfo Takaichi, ‘renderemo il Giappone più forte e prospero’. La Cina minaccia – Notizie – Ansa.it

Trionfo Takaichi, ‘renderemo il Giappone più forte e prospero’. La Cina minaccia – Notizie – Ansa.it


  Il Partito Liberal-democratico (Ldp) conquista la maggioranza qualificata di oltre due terzi alla Camera bassa nelle elezioni di domenica, consegnando di fatto alla premier Sanae Takaichi un mandato storico per accelerare la sua agenda conservatrice.

  Takaichi ha dichiarato di sentire una “grande responsabilità” nel rendere il Paese più forte e prospero dopo aver ottenuto una schiacciante vittoria elettorale. “Questo è l’inizio di una grande, grandissima responsabilità nel rendere il Giappone più forte e prospero”, ha dichiarato in una conferenza stampa il giorno dopo le elezioni. 

    Donald Trump ha augurato alla premier giapponese “grande successo” dopo la schiacciante vittoria. “Congratulazioni alla premier e alla sua coalizione per la schiacciante vittoria ottenuta nell’importantissimo voto. È una leader molto rispettata e popolare. La decisione coraggiosa e saggia di Sanae di indire le elezioni ha dato i suoi frutti. Il suo partito ora controlla il parlamento, detenendo una storica maggioranza di due terzi, la prima volta dalla Seconda Guerra Mondiale”, ha scritto su Truth. 

La Cina minaccia: ‘Risposta risoluta in caso di azioni sconsiderate da parte di Tokyo’

   La Cina intanto ha promesso una “risposta risoluta” al Giappone in caso di azioni sconsiderate da parte di Tokyo, all’indomani della vittoria elettorale di Takaichi alle elezioni legislative anticipate. “Se le forze di estrema destra giapponesi valuteranno male la situazione e agiranno in modo sconsiderato e irresponsabile, si scontreranno inevitabilmente con la resistenza del popolo giapponese e con una risposta risoluta da parte della comunità internazionale”, ha avvertito durante una conferenza stampa Lin Jian, portavoce del ministero degli Affari esteri cinese. 

I numeri della vittoria

  Dai 198 seggi precedenti, i liberaldemocratici sono balzati a 315 sui 465 dell’aula più influente del Parlamento, superando ampiamente la soglia dei 310 necessari per avviare modifiche costituzionali e approvare leggi che troverebbero l’opposizione del Senato, dove l’Ldp non ha la prevalenza numerica. Dall’altra parte dello schieramento, l’Alleanza riformista centrista – nata dalla fusione tra democratici costituzionali e Komeito – ha subìto un vero e proprio tracollo passando da 167 a soli 49 seggi, spingendo i co-leader, l’ex premier Yoshihiko Noda e Tetsuo Saito a ventilare le dimissioni.

  La rottura tra Ldp e la forza di ispirazione buddista, Komeito, storico alleato per 26 anni, si è rivelata un boomerang elettorale. Lo stesso partito Ishin, partner minore della coalizione, emerge indebolito nonostante la vittoria complessiva, con appena due seggi in più dai 34 precedenti, e il suo peso politico si ridurrà inevitabilmente mentre l’Ldp conquista autonomia decisionale. Con l’inflazione persistente e un contesto geopolitico sempre più teso, Takaichi promette una politica fiscale “responsabile ma aggressiva” e un drastico potenziamento della difesa nazionale, in linea con le richieste dell’alleato statunitense. Tra i fenomeni emergenti, i populisti del Sanseito, che hanno moltiplicato i propri seggi da 2 a 15 con la retorica anti immigrazione, mentre Team Mirai – movimento pro-digitale – ha conquistato 11 seggi, debuttando in Parlamento.

 L’affluenza, al 56,26%, è cresciuta di due punti rispetto al voto precedente, nonostante le difficoltà legate al maltempo estremo sull’intero versante nord occidentale del Paese, con nevicate anche nella capitale Tokyo, che hanno complicato la campagna elettorale più breve della storia giapponese. 

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