Mamma di un bronzo in snowboard e coach di un argento nello sci. Milano Cortina sarà impossibile da dimenticare per Elena Valt, una storia che unisce Lombardia e Veneto, in piena sintonia con le prime Olimpiadi diffuse. La signora Elena è infatti la madre di Lucia Dalmasso, terza nello slalom gigante parallelo a Livigno, e tra le prime allenatrici avute da Giovanni Franzoni, argento in discesa libera a Bormio.
Una piccola Re Mida, una vera forgiatrice di medaglie per l’Italia. “È bello pensare che un mattoncino l’ho messo anche io”, racconta al telefono con l’ANSA dopo essere tornata a Falcade, nel cuore delle Dolomiti. “Con la mamma di Giovanni ci siamo abbracciate. È stata molto carina, è venuta a Livigno e ha visto la gara di mia figlia. Abbiamo fatto un piccolo pianto insieme”. Cuore di mamma.
I pensieri corrono. Ai “sacrifici” fatti per Lucia, alla “formazione” data a Giovanni. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti. “Lucia è mia figlia e l’ho vista sbocciare, le abbiamo dato questa possibilità di andare avanti con enormi sacrifici da parte sua e da parte nostra. Alla fine, non è tutto facile come sembra. Lo snowboard è uno sport con pochi sponsor, speriamo che ora sia un po’ diverso. Per due anni sono stata l’allenatrice di Giovanni e sono stati momenti davvero formativi. Penso che tutti noi coach abbiamo messo qualcosa per farlo crescere”.
Le emozioni emergono, intrecciati ai ricordi: “Quando ho visto Giovanni tagliare il traguardo mi è venuta in mente quella volta che lo avevo fatto scendere a uovo su una pista piuttosto ripida: era in un gruppo, io avevo un rilevatore di velocità e lui aveva toccato i 132 chilometri orari”. I primi passi del campione. Non pensa invece al passato di Lucia, alla sofferenza agli infortuni. “Come famiglia pensiamo sempre avanti, al futuro. Questo non è un arrivo, è una partenza. E dobbiamo ringraziare tutti gli allenatori che ha avuto Lucia”. Due famiglie, quella Dalmasso e quella Franzoni, legate da un percorso comune: “Giovanni e Lucia si conoscono ma hanno quattro anni di differenza: Giovanni è amico di mio figlio Giacomo che è del 2000. Hanno sciato tanto insieme, erano nella Guardia di Finanza insieme”. Famiglie unite dal destino, con medaglie nel destino.
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