Adesione “massiccia” oggi allo sciopero delle firme dei giornalisti Rai, da parte “sia dei colleghi dei Tg che di quelli dei Gr”. Lo dice Daniele Macheda, segretario nazionale dell’Usigrai.
“In questo modo – aggiunge – le colleghe e i colleghi hanno voluto segnalare la loro solidarietà ai colleghi di Rai Sport richiedendo all’azienda di assumersi la responsabilità risetto alle scelte fatte”, e su quanto accaduto “rispetto alla cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi Invernali”.
Nell’edizione delle 8 del Tg1 alcuni, pochi, giornalisti hanno deciso di lasciare le loro firme sui servizi fatti, per lo più su fatti del giorno precedente. “Sono pochi rispetto alla maggioranza dei colleghi che ha scelto di mostrare sensibilità per quanto accaduto”. Anche nell’edizione delle 13,30 sono state poche, all’incirca quante le dita di una mano, le firme dei giornalisti in calce ai servizi che sono andati in onda.
Al termine dell’edizione è stato letto il comunicato del sindacato dei giornalisti Rai che ha spiegato ai telespettatori le ragioni della protesta. Subito dopo il comunicato dell’Usigrai è stato anche letto il comunicato dell’Unirai, contrario all’agitazione sindacale: “diciamo no a proteste strumentali e chiediamo invece all’ azienda, dopo il grande impegno delle Olimpiadi, la presa in carico delle problematiche editoriali e di lavoro a Rai Sport. Difendere la Rai significa sostenerla, rafforzarla e migliorarla, nell’interesse dei cittadini”. Nessuna replica dell’azienda.
“Oggi dalle giornaliste e dai giornalisti della Rai è arrivato un segnale chiaro all’Azienda sull’urgenza di assumere decisioni capaci di tutelare l’immagine e il ruolo della Rai Servizio Pubblico. A poco è servito il comunicato alternativo autorizzato dall’azienda, con il quale si è tentato di disorientare telespettatori e radioascoltatori rispetto al comunicato sindacale di Usigrai che ha accompagnato il ritiro delle firme in tutte le redazioni”. Lo scrive in una nota l’esecutivo del sindacato Usigrai in cui si sottolinea che “l’adesione alla protesta è stata massiccia anche perché risponde alla richiesta, che arriva da ogni parte, di tutelare il prodotto Rai, il ruolo del Servizio Pubblico, il lavoro di colleghe e colleghi che quotidianamente sono impegnati a raccontare con precisione e professionalità queste Olimpiadi”.
La protesta della redazione di Rai Sport oggi “è la protesta di tutte le giornaliste e i giornalisti della Rai che chiedono una sola cosa a questo vertice: ristabilire con decisioni chiare la credibilità di un’azienda che in oltre cento anni di storia non aveva mai vissuto un momento così basso. La gravità e la visibilità nazionale e internazionale di quanto accaduto non può essere taciuta, anche perché ne parla tutto il mondo. Il silenzio non può essere la soluzione e oggi le colleghe e i colleghi lo hanno detto chiaramente”.
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