A Roma il corteo di Remigrazione e riconquista e la manifestazione antifascista – Notizie – Ansa.it

A Roma il corteo di Remigrazione e riconquista e la manifestazione antifascista – Notizie – Ansa.it


Si è conclusa con il coro “Boia chi molla è il grido di battaglia” e il saluto fascista, la manifestazione di Remigrazione e riconquista a Roma cominciata con un corteo che ha percorso via Cola di Rienzo per chiedere l’approvazione della loro proposta di legge. “L’immigrazione non è solo un problema di sicurezza, ma di identità nazionale. È in atto una sostituzione del popolo italiano ed europeo – ha gridato al microfono, durante un comizio finale a piazza Risorgimento, il presidente del Comitato, Luca Marsella – e la soluzione non può essere importare qui nuovi italiani perché nuovi italiani non lo saranno mai”. E ricorda poi la conferenza stampa in parlamento per presentare la proposta di legge: “I parlamentari del Pd e Avs si sono barricati nel palazzo per non farci entrare. Io quel giorno ho fatto una promessa: saremmo tornati in parlamento con le 150mila firme che abbiamo raccolto. Se ci provano un’altra volta chiamerò tutti voi ad assediare il parlamento”.

Per Marsella la giornata di oggi, 13 giugno, dove sostiene abbiano partecipato “20mila persone”, “deve essere ricordata come il giorno della riconquista della nazione”. E si chiede come sia possibile “avvengano ancora tragedie come quella di Pamela Mastropietro. Non ci servono generali, a noi servono combattenti e voi dovete esserlo – prosegue rivolgendosi ai manifestanti – Noi non siamo qui per perdere ma per vincere e vinceremo”. A sfilare in testa poco prima, in via Cola di Rienzo, anche Alessandra Verni, la mamma di Pamela Mastropietro, la giovane romana uccisa nel 2018 a Macerata, che dice di non essere alla manifestazione “per politica. Io oggi sono qui come cittadina italiana che si è rotta le scatole. Mi hanno massacrato una figlia – sottolinea – e lo Stato italiano che cosa sta facendo? Ci sono altri complici fuori. Basta con le protezioni che ha questa gente”.

   

Pro Vita, ‘siamo 20mila in corteo a Roma’

“Siamo in 20.000, in corteo per le strade di Roma, a ricordare che una comunità non può dirsi pienamente giusta se ‘lascia nell’ombra il bambino non ancora nato, l’anziano, il malato, chi soffre in silenzio, perché ‘la difesa della vita umana è una meta di civiltà’, come ha affermato qualche giorno fa Papa Leone XIV, in visita al parlamento spagnolo. Ebbene, oggi ribadiamo che una società davvero sana è solo quella che tutela la vita dal concepimento alla morte naturale, nella ferma convinzione di voler abrogare qualsiasi legge che consenta la lesione di questi diritti”. Lo affermano gli esponenti di Pro Vita & Famiglia promotori della manifestazione nazionale “Scegliamo la Vita” che si è svolta a Roma con un corteo da piazza della Repubblica a piazza di San Giovanni in Laterano. Dal palco i due portavoce, Massimo Gandolfini e Maria Rachele Ruiu, hanno lanciato, tra l’altro, un appello “a favore della natalità, per vietare le pillole del giorno dopo e dei cinque giorni dopo, abrogare la Circolare ‘Speranza’ che ha liberalizzato l’aborto farmacologico tramite RU486 prescritta in ambulatorio e abolire le tecniche che manipolano gli esseri umani producendo, selezionando, congelando ed eliminando embrioni”. Presenti durante il corteo l’eurodeputato Paolo Inselvini, la deputata Maddalena Morgante, l’assessore regionale Simona Baldassarre, la consigliera regionale del Lazio Chiara Iannarelli e l’ex senatore Simone Pillon. Un messaggio è stato inviato da monsignor Renzo Pegoraro, presidente della Pontificia Accademia per la Vita Presente, mentre ha partecipato al corteo monsignor Antonio Suetta, vescovo di Ventimiglia-San Remo e promotore dell’iniziativa “Campane per la Vita”.

Corteo per la Remigrazione, gli organizzatori: ‘Oggi siamo migliaia’

È partito il corteo di Remigrazione e Riconquista per chiedere l’approvazione della proposta di legge di contrasto all’immigrazione che, ricordano più volte, “ha superato le 150mila firme”. “Oggi siamo in migliaia. È questo il popolo italiano, oggi 13 giugno abbiamo rialzato la testa e adesso non ci fermerà più nessuno. L’Italia nazione, remigrazione”, hanno scandito al microfono i manifestanti – che arrivano da diverse città d’Italia come Bologna, Torino, Napoli – per poi cantare l’inno di Mameli. Chiedono di alzare la voce “così – dicono – sentono anche quei buffoni dall’altra parte della città. L’antifascismo è come la mafia. E voi vi fate spaventare da questi mafiosi?” “L’immigrazione non può continuare ad essere spacciata come una risorsa, le persone sono stufe di ipocrisia e bugie – proseguono – avevano detto che oggi in piazza c’erano solo estremisti, invece oggi c’è il popolo italiano che è stanco delle violenze, di abusi sulle nostre donne. La Remigrazione deve diventare legge dello Stato”.

Corteo antifascista al Colosseo, cartelli con Vannacci a testa in giù

Cartelli con Roberto Vannacci ritratto a testa in giù e bandiere della Palestina davanti al Colosseo dove iniziano a radunarsi i primi gruppi di manifestanti per il corteo antifascista che sfilerà fino a piazza Vittorio. In piazza sindacati, tra cui la Cgil, l’Anpi, le associazioni e la rete No Kings. Una mobilitazione contro il corteo di Remigrazione in corso nel centrale quartiere Prati. Studenti dei collettivi Osa e Cambiare Rotta, con i movimenti per il diritto all’abitare, si stanno invece radunando in piazzale del Verano diretti a Porta Pia, dove si trova il ministero delle infrastrutture e dei Trasporti.

Questore Roma: ‘1500 agenti in campo per corteo, non contrapposti manifestanti’

“E’ una giornata di grande impegno: nel pomeriggio avremo 4 cortei che si caratterizzano per differenza di pensiero, in alcuni casi di contrapposizione tra loro. Le forze dell’ordine nelle manifestazioni di oggi non vanno per contrapporsi ai manifestanti, ma vanno per rendere possibile che vi siano quegli spazi di agibilità, di espressione del pensiero che ci raccomanda la nostra Costituzione”. Lo ha detto il questore di Roberto Massucci, durante l’inaugurazione del Muro della Memoria in Questura, dedicato alle vittime del terrorismo della polizia di Roma. “Sono oltre 1500 le donne e gli uomini delle forze dell’ordine che dovranno garantire la sicurezza delle manifestazioni” ha aggiunto.

‘Provita&famiglia fuori dalla nostra vita’, adesivi in zona corteo

Affissi adesivi in piazza della Repubblica a Roma, dove nel pomeriggio si svolgerà la manifestazione promossa dalle associazioni Pro vita. Lo si apprende dall’associazione. ‘Provita & famiglia fuori dalla nostra vita’ era la frase che compariva. I volontari dell’associazione hanno subito provveduto a rimuoverli.

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