Il rumore del mare, il calore del sole, e l’inconfondibile suono del ticchettio di martelletti. A pigiare i tasti di una Olivetti Lettera 32 sono le mani di Mattia, otto anni e una passione per la letteratura e la lettura. Il bimbo è uno dei partecipanti al laboratorio gratuito ‘Lettere dalla spiaggia’, inserito tra le attività del progetto ‘Fuori museo estate’ promosso dalla fondazione Seca di Trani, responsabile di un museo in cui sono esposte 480 macchine per scrivere.
“È un viaggio nella memoria per chi ha qualche anno in più, ed è una esperienza straordinaria per chi non ha mai avuto a che fare con nastri, molle e martelletti”, spiega all’ANSA Graziano Urbano, direttore del Polo museale diocesano che comprende anche il museo della macchina per scrivere. Accanto a Mattia c’è Raffaele, 65 anni e tanti ricordi. “Sto mettendo assieme dei pensieri ispirato dalla meraviglia che ho davanti ai miei occhi e dalla nostalgia di un tempo passato”, dice il 65enne. Mattia invece compone il racconto dal titolo ‘C’era una volta’. “Parla di una zia che faceva karate quando era giovane ma che ancora ricorda le super mosse”, sussurra.
“Sono sempre molto colpito dai più piccoli e dalla cura che mettono nello scrivere usando un mezzo così lontano da loro”, sottolinea Urbano. Il laboratorio, che sarà replicato il prossimo 8 agosto, è nato dopo la pandemia Covid. “A suggerirmelo è stata una foto di Hemingway in spiaggia con la sua Hermes – riferisce Urbano – e allora parlando con il cavaliere Natale Pagano, fondatore della Fondazione, ci siamo detti: perché non portiamo in riva al mare le nostre macchine? E così abbiamo fatto”. Non è la prima volta che le macchine per scrivere lasciano lo spazio museale.
“È già successo in occasione della giornata inaugurale di Matera capitale della cultura, quando 40 macchine per scrivere hanno animato un flashmob in piazza”, continua Urbano. “L’augurio è che i ragazzi smettano di avere i cellulari in mano, e inizino ad aprire la mente, a riflettere di fronte alla cosa più bella del mondo: il mare. Scrivere con una macchina con tasti e nastri regala emozioni e fa pensare alla bellezza della vita”, conclude.
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