Addio a Martin Cruz Smith, il Le Carré americano – Libri – Narrativa – Ansa.it

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Addio al papà del detective sovietico Arkady Renko: Martin Cruz Smith, autore di popolari romanzi ambientati oltre la cortina di ferro che lo hanno fatto paragonare a John Le Carré, è morto a 82 anni in una casa di riposo di San Rafael in California per complicazioni del Parkinson.
    Smith sfondò con Gorky Park nel 1981 cogliendo di sorpresa critici, lettori e l’intera industria del libro. Renko era un cittadino di un paese nemico giurato degli Stati Uniti e il suo percorso attraverso una complessa indagine su un omicidio aveva permesso a Smith di raccontare un paese corrotto con dovizia di particolari anche se lo scrittore non aveva passato nell’Urss che un paio di settimane nel 1973 come turista e non parlava una parola di russo.
    Come Le Carré con le sue spie, Smith conferì a Renko debolezze profondamente umane — una predilezione per la birra, diffidenza verso i superiori, un rapporto complicato con la moglie. Ma soprattutto, evocò con verosimiglianza la cupa Mosca dell’epoca della Guerra Fredda in modi che giornalisti e politologi non erano riusciti a fare con la stessa immediatezza.
    Nell’estate 1981 Gorky Park salì in testa alle liste dei bestseller e fu portato sul grande schermo da Michael Apted con William Hurt nella parte del protagonista. Un decennio più tardi, al crollo dell’Urss, il romanzo aveva venduto tre milioni di copie.
    A Gorky Park fecero seguito dieci altri volumi con Renko protagonista in cui alle avventure del poliziotto facevano da sfondo gli eventi della storia russa contemporanea: gli ultimi due, Independence Square del 2023 e Hotel Ukraine uscito qualche giorno fa in cui il detective rivela di essere malato di Parkinson come il suo autore, sono ambientati il primo alla vigilia dell’attacco a Kiev, e il secondo durante l’invasione.
    Cruz Smith aveva ovviato alla sua mancata conoscenza di prima mano della Russia facendosi aiutare da russi emigrati negli Usa alcuni dei quali erano andati a vivere con lui e con la sua famiglia. Gorky Park era rimasto in gestazione per otto anni, durante i quali, per sbarcare il lunario, il suo autore si era sbizzarrito a pubblicare decine di romanzi di maniera – western, gialli, fantascienza, spy story usando una serie di pseudonimi: Simon Quinn, Nick Carter, Jake Logan. Le vendite di questi libri furono modeste fino al 1977, quando Nightwing, una horror story su pipistrelli assassini, fruttò a Smith mezzo milione di dollari in diritti cinematografici che gli permisero di finire Gorky Park, abbandonando il precedente editore Putnam, che si era tirato indietro all’idea di un eroe sovietico, per passare a Random House. 
   

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