I familiari e gli amici chiedono di “evitare speculazioni” e domandano giustizia: “Non aveva mai fatto nulla di male e non aveva nemici”. Hamza Salama, egiziano di 20 anni, è stato massacrato in strada, prima colpito a sprangate e poi finito a coltellate, ed è poi morto in ospedale intorno alle 23, nella notte di Pasquetta a Crema, in provincia di Cremona. Poche ore dopo il delitto, i carabinieri hanno individuato e bloccato a casa del fratello, a Sergnano, a una decina di chilometri dal quartiere di San Bernardino teatro dell’aggressione, il presunto assassino: è un 17enne di origine marocchina, abita poco distante dalla vittima nelle case popolari di via Vittorio Veneto ed è in stato di fermo nel carcere minorile Beccaria di Milano.
In attesa della convalida del provvedimento, l’ipotesi di accusa è omicidio volontario aggravato. Hanno pochi dubbi, gli inquirenti: rimasti al lavoro fino all’alba, sono certi che i due ragazzi si conoscessero bene ed è stato quindi un regolamento di conti, con l’aggressione che è stata l’atto finale di rancori sopiti da qualche tempo e di una tensione cresciuta proprio a cavallo delle festività pasquali. Mancano, per il momento, un movente certo e le armi del delitto, presumibilmente buttate via dal 17enne durante la fuga, almeno al suo principio filmata, come parte dell’agguato, dalle telecamere del circuito di videosorveglianza. E sono sempre le immagini registrate dagli occhi elettronici della cittadina a raccontare come, poco prima dell’omicidio, ci fosse stata un’altra resa dei conti fra i due: al parco Margherita Hack, intorno alle 21.30, c’è stato un confronto acceso, a calci e pugni. Sembrava tutto finito lì. E invece un’ora più tardi, i due si sono ritrovati faccia a faccia. Questa volta il minore era armato di spranga e coltello, ha colpito più volte Hanza con violenza e poi ha affondato la lama per ucciderlo. “Siamo attoniti e profondamente addolorati – commenta Hamid Tahiri del centro culturale islamico cittadino -: la nostra comunità si trova di fronte ad una giovane vita spezzata e a due famiglie distrutte”.
Ma tra i residenti del quartiere crescono inquietudine e paura. Il 20enne ucciso lo conoscevano, almeno di vista, un po’ tutti. Una famiglia numerosa, bene integrata. “Il ragazzo aveva anche trovato un lavoro — spiegano —. È assurdo e inaccettabile e prima di tutto viene la pietà umana per quanto accaduto. Ma è evidente che qui non si possa più andare avanti così. Questa zona è diventata terra di nessuno, abbiamo paura e chiediamo risposte”. “Stanotte abbiamo appreso con grande preoccupazione del gravissimo episodio di violenza avvenuto nella serata di ieri in via Brescia e stamattina si è aggiunta la profonda tristezza per l’epilogo”, ha scritto su Facebook il sindaco di Crema, Fabio Bergamaschi, che ha espresso “il nostro cordoglio ai famigliari della vittima”. “Il sindaco Bergamaschi ha presentato il suo cordoglio. Bene, ma una cosa è certa: non basta più. Non bastano più le parole, Servono fatti concreti e sostegno alle forze dell’ordine”, la replica di Fratelli d’Italia, con tutte le opposizioni che chiedono di rafforzare i controlli in una zona della città particolarmente complicata.
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