Allarme peste, Rubio chiede alla Russia tutte le informazioni – Notizie – Ansa.it


Sale l’allarme per la peste. Mentre gli Stati Uniti chiedono alla Russia trasparenza e l’Organizzazione Mondiale della Sanità frena sugli allarmismi, si rincorrono voci non confermate su un presunto secondo decesso e aumentano i dubbi sulla risposta di Mosca all’incidente.

“Spetta alla Russia fornire maggiori informazioni su quanto accaduto”, ha detto il segretario di Stato Marco Rubio sottolineando che qualsiasi caso di infezione in laboratorio desta particolare preoccupazione alla luce della pandemia di Covid.

All’invito di Rubio, Mosca ha replicato esprimendo apprezzamento per la mano tesa di Donald Trump ad aiutare, ma allo stesso tempo ha ricordato che negli Stati Uniti si registrano in media sette morti per peste l’anno. L’ultimo “a giugno, nella contea di Santa Fe, in New Mexico”, ha messo in evidenza Rospotrebnadzor, l’agenzia federale russa per la salvaguardia della salute, definendo “instabile” la situazione americana in merito alle malattie infettive pericolose.

Se il Cremlino minimizza, l’Oms esorta a mantenere la calma. “Sono in corso accertamenti”, ha fatto sapere l’Organizzazione riferendo di essere in contatto con le autorità russe. “Sulla base delle informazioni disponibili, la valutazione iniziale del rischio effettuata dall’Oms indica un livello da moderato a basso per Irkutsk, un rischio basso per l’intera Federazione Russa e un rischio molto basso per la Regione europea dell’Oms”, ha aggiunto.

Le rassicurazioni però non hanno fermato il rincorrersi di teorie e indiscrezioni sulla morte della ricercatrice Daria Shipilova in Siberia. Secondo The Sun, i timori che Vladimir Putin stia nascondendo la verità sull’accaduto aumentano, con alcuni esperti che avvertono che la malattia potrebbe essere stata trasformata in un’arma biochimica.

“La quarantena imposta in cinque ospedali russi, il coinvolgimento dell’Fsb e il riferito uso di squadre specializzate in materiali pericolosi in risposta alla morte di un singolo ricercatore di Irkutsk legato al settore delle armi, sono incompatibili con un’infezione contratta in laboratorio”, ha scritto il biologo Kevin Esvelt su X.

“Le autorità russe hanno certamente sequenziato il patogeno di Irkutsk ma si rifiutano di identificarlo. Il lockdown fisico indica che non è possibile controllarlo con antibiotici a scopo profilattico”, ha aggiunto.

La sua analisi alimenta le preoccupazioni e le teorie cospirazioniste, rafforzate dall’indiscrezione riportata dal Daily Express Us che, citando media russi locali, ha parlato di un secondo decesso per peste a Irkutsk. Dalla Russia non è arrivata anche in questo caso una conferma. E intanto i timori che il Cremlino stia insabbiando le informazioni a sua disposizione aumentano.

 

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