L’Antitrust ha avviato un’istruttoria nei confronti della società francese Edenred e della sua controllata italiana, mandando il titolo a picco in Borsa. L’ipotesi è di possibile abuso di posizione dominante nel mercato dei buoni pasto. L’indagine parte proprio dall’analisi del settore: nonostante la presenza di quindici operatori autorizzati all’emissione, nel 2024 le prime quattro società (Edenred, Day, Pellegrini e Pluxee) detenevano complessivamente una quota di mercato superiore al 90% ed Edenred, spiega l’Antitrust, “possiede una posizione di indiscussa leadership”.
In questo quadro si inserisce il sospetto che il gruppo abbia modificato il proprio modello operativo dopo l’introduzione del tetto alle commissioni applicabili agli esercenti, fissato per legge dal ddl concorrenza del 2024. Edenred potrebbe cioè aver compensato questa perdita spostando i costi su componenti tecniche e finanziarie meno visibili, ma comunque rilevanti per la grande distribuzione che accetta regolarmente i buoni pasto come forma di pagamento della spesa. Secondo l’Autorità, il gruppo avrebbe infatti trasferito parte dei costi su altre voci della filiera, attraverso una riorganizzazione dei sistemi di pagamento elettronici e con un allungamento dei tempi di rimborso agli esercenti. Pratiche che potrebbero aver generato “oneri ingiustificati” per la grande distribuzione e gli operatori convenzionati, con il rischio di ricadute sui prezzi finali per i consumatori. Il comportamento di Edenred, scrive l’Antitrust nel provvedimento che avvia l’indagine, appare in grado “di incidere negativamente sul corretto funzionamento del mercato dei buoni pasto e sul benessere dei consumatori finali”.
Nello specifico “l’aumento dei costi di accettazione e la maggiore complessità operativa potrebbero, in linea di principio, arrecare un pregiudizio anche ai consumatori, sia in considerazione del rischio che i maggiori oneri siano traslati a valle su di essi, sia in termini di possibile minor ampiezza e varietà della rete di accettazione dei buoni pasto”. Mettendosi “a disposizione dell’Autorità Garante per fornire tutte le spiegazioni necessarie a garantire una corretta comprensione dei servizi offerti al settore retail in Italia”, Edenred ha assicurato di confidare “nel buon esito dell’indagine”. Ma ha già pagato un caro prezzo: il titolo del gruppo quotato nella Borsa di Parigi è crollato, arrivando a perdere fino al 17,2% a quota 15,38 euro.
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