A partire dal 30 giugno, Google
consentirà agli sviluppatori di applicazioni in Unione Europea,
Stati Uniti e Regno Unito di offrire metodi di pagamento
alternativi sul Play Store, il suo negozio di app per Android.
Inoltre, verrà meno l’attuale commissione fissa del 30% sulle
transazioni a favore di diversi livelli di contribuzione. La
misura rientra negli accordi raggiunti a marzo dal colosso
americano per chiudere il contenzioso legale con Epic Games. Il
nuovo programma permetterà agli sviluppatori di implementare
sistemi di pagamento esterni o di reindirizzare gli utenti verso
i propri siti web per completare gli acquisti. Al momento del
check-out, i clienti visualizzeranno una schermata di scelta
personalizzabile dai creatori dell’app, nel rispetto delle linee
guida aziendali sull’esperienza utente. Sul fronte economico,
l’azienda adotterà una nuova struttura che separa la commissione
di servizio da quella di fatturazione. La prima si attesterà al
10% sul primo milione di dollari di ricavi annuali da parte
dell’azienda sviluppatrice e sui rinnovi automatici degli
abbonamenti, indipendentemente dal metodo scelto dal cliente.
L’eventuale utilizzo del sistema di fatturazione interno di
Google Play comporterà un ulteriore costo del 5%. Superato il
milione di installazioni annue, la commissione di servizio
salirà al 20%, potendo raggiungere un range tra il 20% e il 25%
per le transazioni legate a installazioni preesistenti, fermo
restando il 10% garantito sui rinnovi automatici. Sono tuttavia
previste agevolazioni tariffarie a partire dal 30 settembre per
gli sviluppatori ammessi ai programmi Games Level Up e Apps
Experience. Le nuove direttive commerciali verranno
progressivamente estese nei prossimi mesi, con l’obiettivo di
renderle lo standard operativo a livello globale dal 30
settembre 2027.
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