La sfida tra Stati Uniti e Canada non può essere necessariamente una gara come le altre, figuriamoci nell’hockey, lo sport in cui la rivalità è più accesa pure in campo femminile. Anche perché la sfida si è spostata più fuori dal ghiaccio, considerando le tensioni politiche tra i due Paesi, aizzate dal presidente Donald Trump.
Al quale sono bastate poche parole per accendere la miccia: “Voglio fare del Canada il nostro 51/o Stato”, la frase che ripete fin troppo spesso, scatenando la dura reazione canadese e portando anche a scontri commerciali oltre che politici.
Una tensione che nell’hockey femminile si aggiunge già a quella che viene definita come una delle più grandi rivalità sportive. D’altronde, Usa e Canada si sono divise finora tutte le medaglie d’oro olimpiche dal 1998, quando esordì il torneo femminile: in otto edizioni, statunitensi e canadesi si sono incontrate in sette edizioni in finale, dove per quattro volte ha prevalso il Canada, l’ultima nel 2022.
A Milano-Cortina, però, la musica è stata diversa, anche per un torneo complicato per la nazionale della foglia d’acero, colpita da un virus a inizio Olimpiadi. Eppure hanno accarezzato a lungo il sogno della quinta medaglia d’oro anche nella finale dopo il vantaggio firmato O’Neill. Ma a conquistare il titolo sono state le statunitensi, con una rimonta prima col pareggio di Knight a 2′ dalla fine del terzo periodo e poi con la decisiva rete di Keller.
Il tutto in una serata in cui la rivalità è stata solo sportiva, seppur in uno sport in cui non se le mandano propriamente a dire e infatti i colpi duri non sono mancati.
Dopo il gol decisivo, da una parte la gioia è stata sfrenata per la vittoria, dall’altra la delusione enorme per la sconfitta: ma un lungo applauso di tutto il pubblico – che vedeva sulle tribune anche Federica Brignone, accolta da una vera e propria ovazione quando è stata inquadrata, sorridente – ha accompagnato la passerella delle due squadre, che si sono strette la mano prima della premiazione.
E lo stesso è stato anche sugli spalti dell’Arena Santa Giulia, dominati dai tifosi canadesi, ma in cui tutti hanno cantato ‘Imagine’ di John Lennon, in una delle varie pause. E chissà che da qui, da ‘Imagine all the people living life in peace’, non si possa ripartire anche lontano dal ghiaccio.
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