– Cambia volto l’offerta dei prodotti ittici ad aprile, un mese che segna una vera e propria rivoluzione forzata per i banchi del pesce in Italia. Niente telline e cannolicchi ma un’abbondanza di pesce azzurro e crostacei. E’ la mappa tracciata per l’ANSA da Fedagripesca-Confcooperative, in una fase caratterizzata dall’arrivo del fermo pesca biologico, dalla crisi climatica che sta scaldando le acque del mare e dall’invasione senza tregua del granchio blu.
Ad inizio aprile il blocco tecnico programmato ha imposto uno stop totale alla raccolta delle telline e dei cannolicchi nelle regioni interessate, tra cui Lazio e Campania, rendendo questi frutti di mare dei veri e propri osservati speciali per la loro scarsa reperibilità.
Con una produzione di telline che fatica a superare le 800 tonnellate annue, il fermo biologico sposta l’attenzione dei consumatori verso nuove alternative, proprio mentre anche le vongole di mare restano comunque estremamente difficili da reperire anche presso i consorzi tirrenici e adriatici.
Situazione particolarmente critica in Alto Adriatico, nell’area compresa tra Goro e Trieste, dove le marinerie di Chioggia, Venezia e Monfalcone registrano produzioni prossime allo zero per le alterazioni termiche dell’acqua che hanno decimato i banchi naturali di vongole; la produzione pre-crisi si aggirava sulle 15mila-20mila tonnellate. A questo si aggiunge la devastazione provocata dal granchio blu, che continua a colpire gli allevamenti delle veraci, che storicamente rappresentavano oltre 30mila delle 50mila tonnellate di bivalvi prodotte mediamente in Italia ogni anno.
Disco verde invece per il pesce azzurro, con acciughe, sardine, sgombri e palamite in piena stagione e dall’ottimo rapporto qualità-prezzo. Tra i pesci bianchi spiccano la sogliola, il nasello, il pesce San Pietro e la rana pescatrice, mentre tra i molluschi le protagoniste assolute sono le seppie, affiancate da totani e calamari. Per quanto riguarda i crostacei, il periodo è ideale per mazzancolle, scampi e gamberetti rosa. La chiave per una spesa intelligente ad aprile, per Fedagripesca, sta dunque nella capacità di adattarsi ai cicli naturali dei settore.
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