Associazioni e cittadini, stop agli impianti eolici tra Spoleto e la Valnerina – Notizie – Ansa.it

Associazioni e cittadini, stop agli impianti eolici tra Spoleto e la Valnerina – Notizie – Ansa.it


Stop ai progetti di impianti eolici industriali previsti tra Spoleto e la Valnerina e revisione complessiva della pianificazione energetica sul territorio è la richiesta avanzata da comitati e associazioni ambientaliste, tecnici e cittadini in una lettera inviata al ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica e alle autorità, illustrata nel corso di un incontro pubblico che si è tenuto a Spoleto. Nel documento, firmato da numerose realtà associative locali e nazionali, vengono presentate osservazioni integrative critiche sui progetti “Energia Montebibico” ed “Energia della Valnerina”, attualmente in fase di valutazione di impatto ambientale.

    Secondo i firmatari, le opere – otto aerogeneratori per ciascun impianto, con torri alte fino a 206 metri – “determinerebbero un impatto paesaggistico, ambientale, identitario e socio-economico non mitigabile, rendendo irriconoscibile gran parte del territorio della Valnerina, della Valle Umbra e delle dorsali montuose circostanti”. Tra le principali criticità segnalate figurano il gigantismo delle pale, ritenuto del tutto sproporzionato rispetto al contesto storico e naturale umbro, l’intervisibilità tra i due impianti con un effetto cumulativo di saturazione del paesaggio, e l’impatto visivo sui beni storici e monumentali di Spoleto, tra cui il Ponte delle Torri e la Rocca Albornoziana.

Viene inoltre evidenziata l’oppressione visiva sui borghi e sulle comunità locali più prossime agli impianti, con effetti negativi sulla qualità della vita e sull’attrattività turistica. Le osservazioni richiamano anche criticità di carattere idrogeologico, la presenza di sorgenti e acquiferi strategici, aree carsiche, habitat tutelati e beni collettivi non adeguatamente considerati negli studi progettuali. I firmatari contestano inoltre l’assenza, nelle procedure di Via, di una valutazione compiuta degli effetti sulla salute umana e sul benessere delle popolazioni, legati agli impatti socio-economici e alla trasformazione irreversibile del paesaggio. Secondo i promotori dell’iniziativa, i due progetti non possono essere considerati interventi autonomi, ma parti di un unico macro-impianto industriale diffuso, con infrastrutture di connessione e opere accessorie condivise.

Da qui la contestazione della frammentazione delle autorizzazioni e la richiesta di una valutazione unitaria, accompagnata da una pianificazione di area vasta e da una valutazione ambientale strategica. Le associazioni chiedono infine pareri negativi nelle procedure di Via e una transizione energetica “guidata da regole chiare e da una regia pubblica”, capace di coniugare sviluppo delle rinnovabili e tutela dell’identità storica, culturale e paesaggistica dell’Umbria. “Sulla dorsale appenninica umbro-marchigiana e sul lago di Bolsena, a confine tra Umbria e Lazio – sottolineano le associazioni – si contano già richieste di valutazione per decine di progetti di impianti eolici industriali senza una preventiva pianificazione nazionale che tenga in considerazione peculiarità e orientamento delle regioni e dei comuni e senza la necessaria consultazione dei territori e reale coinvolgimento dei cittadini nei processi decisionali”.

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