Un’altra notte di fuoco ha illuminato le città ucraine, con Kiev e Odessa finite nel mirino di sciami di droni che hanno causato vittime e danni, non risparmiando infrastrutture mediche, case e monumenti iconici come la cattedrale di Santa Sofia. Il bilancio è di 4 morti e numerosi feriti, grazie alla contraerea ucraina che ha evitato il peggio.
“È importante che la risposta agli attacchi russi non sia il silenzio del mondo, ma azioni concrete”, ha esortato il presidente Volodymyr Zelensky. “È necessaria una forte pressione per la pace”, ha aggiunto rivolgendosi in particolare agli Stati Uniti, “che hanno il potere di costringere la Russia alla pace” e all’Europa, “che non ha altra alternativa che essere forte”. A Kiev sono finiti sotto attacco sette quartieri su dieci: poco dopo la mezzanotte, raccontano residenti e reporter, i droni sono entrati in azione “arrivando da ogni direzione”.
Poi si sono susseguite le esplosioni, quelle che indicavano un bersaglio distrutto dalle difese aeree e quelle dei droni che centravano gli obiettivi. Un’onda d’urto ha danneggiato il cornicione dell’abside principale della cattedrale di Santa Sofia, patrimonio mondiale dell’Unesco. “Pezzi di intonaco bianco si sono sbriciolati al suolo, lasciando un vuoto visibile in una sezione del cornicione”, riferiscono le autorità.
Al mattino, la città era ancora avvolta dal fumo dei siti colpiti, e le autorità hanno ordinato alla popolazione che ha passato la notte nei bunker di non aprire le finestre ed evitare attività all’aperto. Nel complesso, i russi hanno lanciato sul Paese 315 droni, 284 sono stati abbattuti o neutralizzati con sistemi di guerra elettronica, non un record rispetto agli oltre 400 dei giorni scorsi anche se questa volta è a Kiev che si è concentrato l’attacco, “uno dei più grandi” dall’inizio della guerra, ha stimato Zelensky.
Nell’ultimo anno i droni hanno assunto un ruolo decisivo nel conflitto, sia per gli ucraini – che sono riusciti a colpire da ultimo i bombardieri russi fino in Siberia – che per Mosca, che ne ha moltiplicato l’utilizzo. A maggio scorso ne ha lanciati 4mila, contro le poche centinaia nello stesso periodo un anno fa. E oltre ai droni, in gran parte Shaeed di fabbricazione iraniana ormai prodotti direttamente in Russia, sono stati utilizzati nella notte anche 7 missili: cinque Iskander-K e due KN-23, made in Corea del Nord e forniti a Mosca dall’alleata Pyongyang.
Pioggia di fuoco anche a Odessa, il porto strategico del sud: sono stati colpiti un ospedale ostetrico, un pronto soccorso, “già evacuati in precedenza”, e alcuni edifici residenziali. Colpito anche lo Studio cinematografico della città, uno dei più antichi centri cinematografici d’Europa. In questo quadro di guerra l’unica buona notizia è un nuovo scambio di prigionieri, sulla base degli accordi russo-ucraini raggiunti il 2 giugno a Istanbul. Si tratta in gran parte di militari feriti, che “hanno bisogno di immediato soccorso”, ha detto Zelensky, parlando di “importante atto umanitario”.
“Stiamo aumentando la pressione sulla Russia perché la forza è l’unica lingua che conosce”. Lo ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, annunciando la proposta del diciottesimo pacchetto di sanzioni Ue contro la Russia che comprende misure sul petrolio russo e il Nord Stream 1 e 2. La Commissione europea propone di “abbassare il tetto al prezzo del petrolio russo”, portandolo da 60 a 45 dollari al barile. Lo ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, annunciando la proposta del diciottesimo pacchetto di sanzioni Ue contro la Russia.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
