In campo a Melbourne Jannik Sinner e Novak Djokovic. I due si affrontano per la undicesima volta in carriera per l’accesso alla finale degli Australian Open.
Nell’altra semifinale Carlos Alcaraz ha battuto Alexander Zverev ed è il primo finalista. Lo spagnolo si è imposto solo al quinto set con il punteggio di 6-4, 7-6, 6-7, 6-7, 7-5 dopo che, avanti di due set, ha sofferto per i crampi ed è stato rimontato dal tedesco in una maratona durata cinque ore e mezza.
Jannik riesce a strappare il primo set con il punteggio di 6-3.
Nel secondo set, dopo un break al quarto game, è stato Djokovic a battere Jannik: 3-6.
Alla fine del secondo set il serbo ha chiesto una pausa per andare in bagno e cambiarsi.
Sinner conquista il terzo set 6-4
Break di Djokovic all’inizio del quarto set
LA VIGILIA
Melbourne è un luogo che per tradizione accoglie e racconta le differenze. Lo ha nel DNA e nella storia, piuttosto recente, del suo giovane essere metropoli a sud del mondo. Lo stesso paradigma si ritrova nel tennis in tutti i suoi aspetti e, come è di prassi, lo fa anche nei giorni che precedono le semifinali dell’Australian Open. Le vite parallele di Jannik Sinner e Carlos Alcaraz scorrono verso lo snodo decisivo del torneo seguendo percorsi opposti, coerenti con caratteri e stili profondamente diversi, dentro e fuori dal campo.
Il n.1 ha scelto di allenarsi all’aperto e sotto gli occhi di tutti. Lo spagnolo è sceso in campo sul 16 nelle ore centrali della giornata, trasformando la sessione in un vero bagno di folla. Scambi intensi, ma soprattutto lavoro mirato sulle variazioni, con particolare attenzione alle smorzate, al back di rovescio e alle palle corte, elementi centrali del suo tennis.
Come già visto a Wimbledon e a New York, anche nelle fasi finali di uno Slam Alcaraz non ha rinunciato alla dimensione pubblica: a fine allenamento spazio a foto e autografi, nel consueto rapporto diretto con i tifosi.
Scelta opposta per Sinner. L’azzurro, in vista della sfida a Nole Djokovic, (alle 9.30 italiane) si è invece allenato al coperto, al National Tennis Centre, lontano da sguardi esterni, alla ricerca di concentrazione e continuità all’interno della sua abituale bolla di lavoro.
Sessione di circa un’ora, costruita secondo uno schema che Sinner utilizza spesso: da solo da una parte della rete, con i due allenatori dall’altra a proporre palle sempre diverse, fino al colpo finale. A metà allenamento l’ingresso di un giovane sparring messo a disposizione da Tennis Australia, poi chiusura con attenzione specifica su servizio e risposta.
A completare il quadro, i rispettivi avversari. Per Alexander Zverev lavoro all’aperto sul campo 16, con scambi prolungati insieme al fratello Mischa, puntando su ritmo e intensità fisica. Novak Djokovic, invece, ha modificato il programma in corsa: inizialmente previsto sullo stesso campo 16 ha spostato l’allenamento sulla 1573 Arena. Il serbo lavora con il 17enne australiano di origine macedone Daniel Jovanoski, dotato di un servizio potente, concentrandosi soprattutto sulla risposta profonda e aggressiva prima della consueta fase di rifinitura.
È la quiete prima della tempesta delle semifinali: Sinner e Alcaraz, Djokovic e Zverev arrivano all’appuntamento seguendo strade distinte, ma tutte orientate allo stesso obiettivo. La finalissima: Sinner l’ha puntata ancora e nel frattempo aumenta il già ricco parterre di sponsor.
L’ultimo è il gruppo Allianz che ha scelto il tennista come global brand ambassador: “Una partnership basata su valori condivisi come resilienza, fiducia e desiderio di eccellere” il commento sui social di Sinner. Melbourne intanto, osserva i suoi campioni e continua a costruire la sua storia.
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