(di Giorgiana Cristalli) – “Non è un giorno come gli altri. Oggi è morto Francesco Guccini. E’ stato un Nomade, un grande poeta del Novecento, un artista unico”, lo dice all’ANSA Beppe Carletti, tastierista e fondatore dei Nomadi, quasi a volersi convincere di una perdita così importante per quella che è la band più longeva d’Italia, con oltre 60 anni di carriera alle spalle. “Se i Nomadi sono ancora qui e io ora ne sto parlando è grazie alle sue canzoni” dice Carletti ripetendo più volte il concetto dell’infinita gratitudine.
“Guccini è indissolubilmente legato a doppio filo ai Nomadi dai tempi di ‘Dio è morto'”, ricorda. Quella canzone manifesto non è l’unica scritta per il gruppo ma certamente quella più iconica. Anche nel 2023, in occasione della pubblicazione dell’album di inediti ‘Cartoline da qui’ per i 60 anni dei Nomadi, Guccini firmava la prima e l’ultima traccia, intitolate rispettivamente ‘Noi in musica’ e ‘Musica in noi’. “Penso che non ci siano mai state colaborazioni come quella tra i Nomadi e Guccini. E’difficile parlare di Francesco, parlano le sue canzoni. I Nomadi hanno avuto la fortuna di incontrare sulla loro strada un poeta così”, aggiunge Carletti. “Ha dato tanto come cantautore. Di Guccini bisogna dire che è unico, non ne vedo di simili, perché di persone così ne nasce una ogni tanto”, osserva.
Un post sui social dei Nomadi ripercorre la magia di quell’incontro ricordando anche Augusto Daolio, primo cantante del gruppo: “Con Francesco ci siamo cresciuti. In quella Modena meravigliosa degli anni Sessanta che ha visto la nascita del beat, al Bar grande Italia, quando anche noi ragazzi di paese potevamo sognare e insieme costruirci un futuro di musica. Fu Dodo Veroli, il nostro produttore, a farci incontrare con Guccini. E’ nato così il grande sogno. Interpretare le sue prime canzoni è stato il nostro atto di coraggio e ribellione (…). Lui, colto, un po’ schivo ma carico di quella autenticità tipicamente emiliana che abbiamo subito condiviso. Era il nostro essere, è il nostro essere, sarà il nostro essere. Con Francesco saremo compagni di viaggio e di musica per sempre, con Augusto Daolio e con tutti gli altri amici che sono nel nostro cuore”.
