La Germania punta sull’alta tecnologia, sulla produzione delle armi, la sorveglianza dello spazio e un aumento degli uomini e delle donne attivamente impegnati militarmente, “ripensando” la funzione dei riservisti del suo esercito. È quello che emerge dal piano strategico per la Bundeswehr, presentato a Berlino dal ministro della Difesa Boris Pistorius, che ha messo in chiaro: la minaccia maggiore per la repubblica federale è la Russia. Mosca infatti “attraverso il riarmo si sta preparando ad uno scontro militare con la Nato e considera l’uso della forza militare uno strumento legittimo per imporre i propri interessi”, si legge nel documento citato dalla Dpa. In questo quadro, lo Stato, l’economia e i cittadini tedeschi rappresentano un bersaglio.
Tutta la società tedesca nel suo insieme è un target del Cremlino, stando al testo. Putin vuole indebolire e dividere l’Alleanza atlantica, aumentare la sua influenza in Europa, e sta già conducendo una guerra ibrida contro la Germania, vi si ribadisce.
Uno scenario che non è solo Berlino ad evocare, ma che emerge anche da analisi dell’intelligence olandese, in cui ci si spinge anche a ipotizzare che la Russia possa iniziare una guerra con la Nato “entro un anno” dalla fine del conflitto in Ucraina, con lo scopo di provocare una spaccatura fra i Paesi dell’Alleanza Atlantica. Lo sostengono fonti dell’intelligence militare olandese (Mivd) citate dal tabloid britannico Daily Express.
Nello specifico, stando a quanto attribuito a queste fonti, Mosca potrebbe essere in grado di ricostituire un potenziale da combattimento sufficiente nel giro di 12 mesi, una volta concluse le ostilità con Kiev.
“Il mondo è diventato più incalcolabile e sì, anche più pericoloso”, ha aggiunto Pistorius parlando con la stampa.
“Stiamo formando l’esercito convenzionale più forte d’Europa”, ha detto, mentre il generale Carsten Breuer, numero uno della Bundeswehr, ha spiegato a die Zeit che questo obiettivo sarebbe realizzabile “entro 13 anni”. Breuer ha anche affermato che i militari lavorano al ‘worst case scenario’ di un’uscita degli Usa dalla Nato, sebbene non ritengano che ciò accadrà. Neanche Washington può avere interesse a rinunciare agli snodi militari europei. “Sono convinto – ha inoltre affermato – che se continueremo sulla strada che stiamo percorrendo, saremo in grado di esercitare già nel 2029 una deterrenza tale che la Russia non attaccherà”. Riguardo ai numeri, Pistorius ha ribadito che l’obiettivo è quello di poter contare su 260 mila soldati e 200 mila riservisti, anche se per ora in Germania – che ha un esercito di 186 mila militari – il servizio militare resterà volontario. “Stiamo modificando il concetto di riservisti – ha aggiunto poi – non dovranno essere attivi militarmente solo se necessario, ma essere al livello dei soldati e delle soldatesse”. Inoltre si punterà sulla tecnologia: robotica, computer quantistici, droni.
Nei giorni scorsi in Germania il ministero della Difesa aveva dovuto correre ai ripari, dopo che era emerso che nella legge sulla riforma della leva fosse previsto che tutti gli uomini fra i 17 e i 43 anni potranno lasciare la Germania per soggiorni superiori a tre mesi soltanto con l’autorizzazione dell’esercito. Una prescrizione (passata a lungo inosservata) che ha sollevato critiche e polemiche e rispetto alla quale il dicastero di Pistorius ha fatto marcia indietro, dal momento che, hanno sottolineato, il servizio militare non è obbligatorio. Per ora.
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