Un accordo per riaprire lo Stretto di Hormuz con “libertà di navigazione” potrebbe essere raggiunto già oggi o domani. Lo ha detto il segretario al Tesoro americano, Scott Bessent, e lo riporta Cnbc.
“Siamo in trattative con gli iraniani”, ha dichiarato Bessent a ‘Squawk Box’ della Cnbc. “C’è la possibilità che si raggiunga un accordo oggi o domani per riaprire lo Stretto e procedere verso una posizione più normalizzata in questo conflitto”. “Si tratterebbe di libertà di movimento”, ha affermato il Segretario del Tesoro quando gli è stato chiesto se all’Iran sarebbe stato consentito di imporre un pedaggio.
Rubio: ‘Sono stati fatti progressi nei colloqui con l’Iran per la riapertura di Hormuz’
“Sono stati compiuti progressi” nei colloqui con l’Iran per la riapertura dello stretto di Hormuz. Lo ha detto Marco Rubio parlando con i giornalisti al dipartimento di Stato. Il segretario ha, tuttavia, precisato che “non si è ancora giunti a una conclusione definitiva. Speriamo che ciò avvenga a brevissimo”.
Sullo Stretto di Hormuz, ha detto Rubio, “c’è un dialogo nei negoziati in cui siamo coinvolti tra Oman e Iran su come consentire a un maggior numero di navi di attraversarlo in sicurezza nel breve termine, mentre ci muoviamo verso i colloqui a lungo termine sul nucleare. Sono stati fatti progressi, ma non si è ancora giunti a una conclusione. Confidiamo sia finalizzata a brevissimo”. Il segretario di Stato americano, nel corso della firma di un accordo sul nucleare civile con il vicepresidente del Paraguay Pedro Alliana, ha aggiunto che “ci sono navi in transito attraverso lo Stretto e sta passando petrolio. Lo Stretto è aperto”.
Doha: ‘Si spera in accordo tra Usa e Iran nelle prossime ore o giorni’
Il Qatar sostiene gli sforzi di mediazione dell’Oman e si augura che si possa raggiungere un accordo nelle prossime ore o nei prossimi giorni. Lo ha detto, nella sua conferenza stampa settimanale, il portavoce del ministero degli Esteri di Doha, Majed Al-Ansari, ricordando che il suo Paese continua a chiedere una de-escalation e il dialogo. Lo scrive Al Jazeera. Ansari ha confermato che non sono in corso colloqui diretti, ma che i mediatori si stanno confrontando, aggiungendo che le bozze di accordi vengono scambiate, come avviene fin dall’inizio del conflitto a febbraio.
Houthi: ‘Abbiamo attaccato un aeroporto saudita’
Gli Houthi in Yemen affermano di aver attaccato un aeroporto saudita. Il portavoce militare degli Yahya Saree ha affermato di aver “colpito con successo un obiettivo sensibile appartenente al nemico saudita presso l’aeroporto di Najran utilizzando un drone”, aggiungendo che l’attacco all’aeroporto meridionale è stato “una risposta alla violazione dello spazio aereo sui governatorati di Saada e Hajjah da parte del nemico saudita tramite droni”. L’attacco degli yemeniti, sostenuti dall’Iran, arriva mentre le tensioni con l’Arabia Saudita si acuiscono dopo che i ribelli hanno dichiarato un blocco marittimo contro Riad e colpito le sue navi.
Scontri armati nel nordovest della Libia, morti e feriti
Violenti scontri tra gruppi armati sono scoppiati nella notte e sono proseguiti questa mattina nelle città di Zawiya e Surman, lungo la costa libica a ovest di Tripoli, provocando morti e feriti e interrompendo la circolazione sulla strada costiera che collega la capitale alle città occidentali e alla frontiera con la Tunisia. Ne da’ notizia tra gli altri il Libya Observer. Non è stato ancora diffuso un bilancio ufficiale delle vittime.
Le prime sparatorie sono state segnalate nella zona di Al Harsha, alla periferia occidentale di Zawiya e nei pressi del complesso petrolifero della città. I combattimenti si sono successivamente estesi verso Surman e il carcere cittadino, dove fonti locali hanno riferito l’impiego di armi automatiche, medie e pesanti, e una fuga di massa di detenuti, in buona parte migranti. Nelle ultime ore fonti locali hanno segnalato una diminuzione degli spari e una situazione di calma precaria.
Secondo ricostruzioni concordanti diffuse da media locali, negli scontri sarebbero coinvolti uomini legati alla formazione di Mohammed Bahroun, noto come Al Far, e alla 103ma Brigata di fanteria guidata da Othman al-Lahab. Le autorità libiche non hanno tuttavia confermato ufficialmente né l’identità delle parti né la causa immediata delle ostilità.
Il Servizio libico di ambulanza ed emergenza ha invitato la popolazione a non percorrere la strada costiera di fatto interrompendo i collegamenti tra Tripoli, Zawiya, Surman, Sabratha e le altre città del litorale occidentale. La Mezzaluna Rossa di Surman ha innalzato al massimo il livello di allerta delle proprie squadre e chiesto alle parti di garantire corridoi umanitari per consentire l’evacuazione delle famiglie rimaste bloccate e il trasporto dei feriti. Anche la Fondazione nazionale libica per i diritti umani ha invitato gli abitanti delle zone interessate a restare nelle abitazioni, lontano da finestre, balconi e strade principali.
Le amministrazioni municipali di Surman e di Zawiya Ovest hanno sospeso le attività degli uffici pubblici per la giornata di oggi. La società che gestisce la raffineria di Zawiya ha invitato i dipendenti a evitare le aree degli scontri. L’attività dell’impianto risulta comunque regolare. Gli scontri rappresentano un nuovo episodio della competizione tra le formazioni armate attive nella Libia occidentale per il controllo del territorio.
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