Biathlon: il norvegese Sivert Bakken muore nel sonno durante un ritiro, il ricordo dell’amico Giacomel – Milano-Cortina 2026 – Ansa.it

Biathlon: il norvegese Sivert Bakken muore nel sonno durante un ritiro, il ricordo dell’amico Giacomel – Milano-Cortina 2026 – Ansa.it


   “Caro Sivert, onestamente, sono distrutto. Ma so che questa notizia non ha sconvolto solo me, ha sconvolto tutti noi della famiglia del biathlon e non solo. Avevamo programmato di andare a sciare insieme oggi, ma non ti sei presentato. Avevamo anche programmato di festeggiare il Capodanno insieme, ma tu non ci sarai. La vita è stata dura con te come non mai, fermandoti per più di due anni qualche tempo fa… e ora questo. Non è giusto”. Il biatleta azzurro Tommaso Giacomel ricorda su Instagram così l’amico, il norvegese Sivert Bakken, morto in sonno durante un ritiro pre-olimpico a passo Lavazé.

    “Ho sempre detto – prosegue – che la cosa che più amo di questo viaggio come biatleta non sono le gare che avrei vinto, ma le persone che ho avuto modo di incontrare e conoscere lungo il cammino. Sei diventato subito uno dei miei migliori amici, con il tuo sorriso, la tua umanità e il tuo modo di pensare. Avrai sempre un posto speciale nel mio cuore, bello. Da questo momento in poi ti porterò con me, non solo in ogni gara, ma anche in ogni allenamento e in ogni momento della mia vita. Sarà davvero dura gareggiare e allenarsi senza di te in futuro, ma farò del mio meglio per renderti orgoglioso”. “Continueremo a inseguire insieme il nostro sogno di essere due tra i migliori biatleti al mondo. Vola in alto come un angelo ora, perché lo sei davvero”, conclude Giacomel. 

Sivert Bakken, 27 anni, è stato colto da probabile malore, durante un ritiro pre-olimpico a Passo Lavazé, in Trentino. L’atleta era in val di Fiemme con la sua squadra per un periodo di preparazione in vista delle gare di Coppa del mondo di gennaio e, soprattutto, delle Olimpiadi che svolgeranno a pochi chilometri da passo Lavazé a Tesero. Il biatleta sarebbe stato trovato da alcuni compagni di squadra esanime nella sua stanza d’albergo, allarmati dal fatto che non era sceso a fare colazione all’orario concordato.
   

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