Il Pentagono alza la posta nella guerra contro i media sfidando la giustizia. Invece di conformarsi con la sentenza di un giudice che ha definito “incostituzionali” i limiti all’accesso posti ai giornalisti mesi fa, il dipartimento della Difesa ha deciso di cacciare tutti i reporter dalle stanze loro assegnate all’interno dell’iconico edificio ad Arlington e di piazzarli in una dependance.
Secondo una comunicazione interna del portavoce del Pentagono, Sean Parnell, il cosiddetto “corridoio dei corrispondenti” sarà chiuso e i media saranno sistemati in una struttura all’esterno. Per accedere al corpo principale, inoltre, avranno bisogno di un accompagnatore anche se accreditati. Il funzionario ha tuttavia precisato che, al fine di rispondere “alle preoccupazioni sollevate da un giudice” la settimana scorsa, sarà modificata la formulazione di alcune norme relative alla richiesta di accesso. Il regolamento, varato da Pete Hegseth ad ottobre, impone ai giornalisti che vogliono avere il pass per il dipartimento di non cercare informazioni “non autorizzate”.
Ed è questa definizione che, secondo Parnell, sarà meglio precisata nella nuova stesura delle norme, per conformarsi alla sentenza del tribunale. La stretta del segretario sui giornalisti ha scatenato la protesta di molte testate tra le quali la Cnn e il New York Times che si è rivolto a un tribunale. Lo scorso 20 marzo il giudice Paul Friedman ha stabilito che l’obbligo è una restrizione “illegittima” perché viola il primo e il quinto emendamento della Costituzione americana. “Uno degli scopi del primo emendamento è consentire alla stampa di pubblicare ciò che vuole e al pubblico di leggere ciò che sceglie, libero da qualsiasi proscrizione ufficiale”, ha scritto nella sua sentenza il giudice nominato da Bill Clinton.
Il Pentagono ha risposto che le norme modificate andranno incontro alla decisione del giudice “pur preservando la sicurezza del Dipartimento” e “senza riconoscere la validità dell’analisi della corte”. Ma i giornalisti colpiti dalla stretta non ci stanno. “La nuova politica non è conforme all’ordinanza del giudice. Il dipartimento continua a imporre restrizioni incostituzionali alla stampa. Torneremo in tribunale”, ha avvertito il portavoce del Charlie Stadtlander. Hegseth ha avuto un atteggiamento ostile nei confronti dei media fin dal suo insediamento. Ha esordito negando l’accesso al Pentagono a un giornalista della Nbc News, poi ha cacciato diverse testate dalle postazioni loro assegnate all’interno dell’edificio. Mesi più tardi, ha limitato la possibilità di circolare nel gigantesco complesso senza accompagnatori e, ad ottobre, il culmine con la direttiva che conferiva al Dipartimento la facoltà di dichiarare i giornalisti “rischi per la sicurezza” e di revocare i loro tesserini.
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