Bufera su Witkoff, suggerì a Putin il piano sull’Ucraina – Notizie – Ansa.it

Bufera su Witkoff, suggerì a Putin il piano sull’Ucraina – Notizie – Ansa.it


E’ bufera su Steve Witkoff dopo che Bloomberg ha pubblicato la trascrizione di una imbarazzante telefonata confidenziale in cui l’inviato speciale americano consiglia il Cremlino su come comportarsi con Donald Trump e suggerisce un piano di pace in stile Gaza che preveda il Donetsk a Mosca, oltre a uno scambio di territori.

Un colloquio di cinque minuti con Iuri Ushakov, il consigliere diplomatico di Vladimir Putin, che rafforza i sospetti di un Witkoff sbilanciato su Mosca e di un piano iniziale targato Russia. Ma solleva anche interrogativi su chi e perché abbia diffuso una telefonata avvenuta su canali governativi crittografati, sullo sfondo di un’amministrazione americana divisa tra falchi russi e falchi ucraini, guidati rispettivamente da Marco Rubio e JD Vance, in sotterranea competizione per guidare il ticket presidenziale repubblicano nel 2028.

Il ‘leak’ arriva nel giorno in cui Trump ha annunciato l’invio di Witkoff a Mosca la prossima settimana, “forse con Jared Kushner”, per parlare con Vladimir Putin dell’ultima bozza del piano di pace, quella uscita dai colloqui di Ginevra tra Usa-Ucraina ed europei. Mosca si è indignata e ha già lanciato accuse di sabotaggio dei negoziati. Ushakov ha definito “inaccettabili” le fughe di notizie sulla sua telefonata e ha detto che solleverà la questione con Witkoff prima del suo arrivo. A suo avviso, l’obiettivo è quello di ostacolare i negoziati tra Russia e Stati Uniti. Il vice ministro degli esteri russo, Sergei Ryabkov, ha evocato addirittura una guerra ibrida dell’informazione condotta dai Paesi europei contro Mosca, utilizzando alcuni media. Eloquente il titolo del quotidiano russo Kommersant: “Chi ha incastrato Steve Witkoff?”.

Trump ha cercato invece di minimizzare difendendo l’operato del suo inviato: “È una forma molto standard di negoziazione perché lui deve vendere questo accordo” ad entrambe le parti, “perché ogni parte deve dare e avere”. Anche la Casa Bianca fa quadrato: “Questa storia dimostra che l’inviato speciale Witkoff parla quasi ogni giorno con funzionari russi e ucraini per ottenere la pace, esattamente quello per cui il presidente Trump lo ha nominato”. Ma cresce il mal di pancia tra i parlamentari repubblicani. Il deputato Don Bacon ha chiesto che Witkoff sia licenziato perché “si comporta come se fosse al soldo della Russia. Tutto questo incidente è stato un fiasco e una macchia per il nostro Paese”. Gli ha fatto eco il collega Brian Fitzpatrick, invitando ad affidare il dossier a Rubio.

Ma cosa ha consigliato l’inviato Usa a Ushakov, nella famigerata telefonata del 14 ottobre, il giorno dopo la visita trionfale di Trump in Israele ed Egitto per celebrare il cessate il fuoco a Gaza? Witkoff suggerisce di presentare a Trump un “piano di pace di 20 punti” come quello per la Striscia e che Putin chiami il tycoon lusingandolo come uomo di pace per l’accordo di Gaza. Una telefonata che invita a fare prima dell’incontro di Trump con Zelenskyy il 17 ottobre. Quindi gli confida: “Ora, tra me e te, io so cosa ci vorrà per arrivare a un accordo di pace: il Donetsk (alla Russia, ndr) e magari uno scambio di territori da qualche parte”. Dopo il faccia a faccia con Zelensky, The Donald gli negherà i missili Tomahawk e lo solleciterà a cedere il Donbass.

Ad aumentare i sospetti sulla matrice russa del primo piano in 28 punti c’è anche la trascrizione di un’altra telefonata del 29 ottobre, tra Ushakov e Kirill Dmitriev, Ceo del fondo sovrano russo e mediatore di Putin sull’Ucraina. I due discutono di quanto forte Mosca debba spingere sulle sue richieste nel potenziale piano di pace. “Lo passerò informalmente, chiarendo che è tutto informale. E lascerò che facciano un po’ a modo loro, non penso che prenderanno esattamente la nostra versione, ma almeno sarà il più vicino possibile”, dice Dmitriev a Ushakov. Dmitriev ha definito la trascrizione “falsa”, affermando che “più ci avviciniamo alla pace, più i guerrafondai diventano disperati”. Ma i veleni e i sospetti restano.

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