Bund tedesco ai massimi dal 2011, Borse ancora in calo – Notizie – Ansa.it

Bund tedesco ai massimi dal 2011, Borse ancora in calo – Notizie – Ansa.it


Non si allenta la morsa sui mercati, mentre prosegue la guerra in Medio Oriente e le tensioni sullo stretto di Hormuz. I timori di un conflitto più lungo del previsto e una nuova fiammata dell’inflazione, travolgono ancora i mercati azionari e mettono in tensione i titoli di Stato con il Bund ai massimi dal 2011.

Dopo la chiusura in calo dei listini asiatici, è toccato all’Europa, in scia con l’andamento inizialmente negativo di Wall Street. Hanno archiviato la seduta in deciso rosso Francoforte (-2,01%), Milano (-1,97%), Parigi (-1,82%), Londra (-1,45%). In tre settimane, ovvero dall’inizio della guerra, lo stoxx 600, l’indice che raccoglie le principali società quotate europee, ha subito un calo del 9,5%, mandando in fumo oltre 1.700 miliardi di capitalizzazione.

L’aumento dei prezzi dell’energia ha scatenato le preoccupazioni su un balzo dell’inflazione con gli investitori che scommettono su un inasprimento della politica monetaria da parte delle banche centrali. La caduta dei prezzi del debito è generalizzata: sono ai massimi dal luglio 2025, al 4,36%, i rendimenti del treasury decennale, con gli investitori che ora danno al 50% la probabilità di un rialzo dei tassi Fed nel 2026, anziché un taglio come atteso finora.

Nell’area euro i tassi swap danno per probabili tre rialzi dei tassi nel 2026 e per tutta risposta lo spread Btp-bund sale a quota 92 punti base, portandosi ai massimi dal giugno 2025. Il rendimento del titolo italiano decennale, al 3,93%, è ai massimi dal dicembre 2024. Finchè la guerra sarà in “fase di escalation, il mercato sarà più preoccupato per l’inflazione che per la crescita”, evidenzia John Briggs, di Natixis Nord America.

Le paure di un ritorno dell’inflazione sono alimentate dai continui rialzi del prezzo del petrolio. Il Wti segna un aumento del 2,4% a 98,01 dollari al barile e il Brent sale a 110 dollari, con un incremento dell’1,5%.

Tregua per il gas che ha concluso in calo del 4,2% a 59,26 euro al megawattora. Secondo l’analisti di Bloomberg Javier Blas, il mercato petrolifero “aggiungerà dai 3 ai 6 dollari al barile al prezzo di riferimento per ogni giorno in cui la guerra continuerà. In una settimana si tratta di 15-30 dollari”.

Alcuni investitori potrebbero “esitare a mantenere le proprie posizioni in vista del fine settimana, quando potrebbero emergere ulteriori notizie negative dal Medio Oriente”, spiega a Bloomberg Davide Lut di Kerux Financial.

Riproduzione riservata © Copyright ANSA



Source link