Campagna per aumentare di 5 euro il prezzo delle sigarette, 8mila firme raccolte in 24 ore – Focus Tumore news – Ansa.it

Campagna per aumentare di 5 euro il prezzo delle sigarette, 8mila firme raccolte in 24 ore – Focus Tumore news – Ansa.it


 Oltre 8mila firme in 24 ore. Sono quelle raccolte per la proposta di legge d’iniziativa popolare per aumentare di 5 euro il costo di tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina, compresi quelli di nuova generazione (sigarette elettroniche e tabacco riscaldato). La raccolta firme – promossa da Aiom, Fondazione Aiom, Airc e Fondazione Veronesi – è partita il 23 gennaio: tutti i cittadini maggiorenni possono firmare, andando sulla piattaforma del Ministero della Giustizia e utilizzando lo Spid, la Cie (Carta di Identità Elettronica) o la Cns (Carta Nazionale dei Servizi).
    Sono necessarie 50.000 firme per presentare la proposta di legge al Parlamento, che successivamente dovrà discutere il disegno di legge. L’obiettivo primario della campagna 5eurocontroilfumo.it è contrastare il tabagismo. Inoltre, questa iniziativa di sanità pubblica consente di reperire risorse per il Servizio Sanitario Nazionale.
    “Vedere che a circa 24 ore dal lancio siamo già al 16% delle firme necessarie per il quorum ci fa piacere e ci incoraggia a proseguire con entusiasmo – afferma il presidente dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), Massimo Di Maio -. Ho visto tra ieri e oggi la comunità degli oncologi italiani mobilitata sui social per diffondere l’iniziativa, questo è molto bello, è un tema sentito e fa capire che possiamo fare concretamente la nostra parte per la prevenzione e per il sostegno del Sistema sanitario nazionale”.

 

Raccolta firme Aiom, Airc e Fondazione Veronesi, ‘da fumo 93mila morti l’anno’

Entra nel vivo la campagna di raccolta firme per una proposta di legge di iniziativa popolare che ha come obiettivo aumentare di 5 euro il prezzo dei pacchetti di sigarette e dei prodotti da fumo. Promossa dall’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), Airc, Fondazione Aiom e Fondazione Veronesi, la campagna, di cui molto si è discusso nei mesi scorsi, è dal 23 gennaio ‘operativa’: tutti i cittadini maggiorenni possono infatti firmare andando sulla piattaforma del Ministero della Giustizia e utilizzando lo Spid, la Cie (Carta di Identità Elettronica) o la Cns (Carta Nazionale dei Servizi). Duplice l’obiettivo: contrastare il tabagismo e ridurre le morti causate dal fumo, 93mila l’anno in Italia con costi pari a oltre 26 miliardi di euro, e ‘drenare’ nuove risorse da destinare al Servizio sanitario nazionale.
L’aumento riguarda tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina, compresi quelli di nuova generazione come sigarette elettroniche e tabacco riscaldato. Sono necessarie 50.000 firme per presentare la proposta di legge al Parlamento, che successivamente dovrà discutere il disegno di legge.
“Chiediamo a tutti i cittadini di firmare e aderire a questa campagna, che rappresenta una battaglia di civiltà – spiega in conferenza stampa Francesco Perrone, presidente Fondazione Aiom -. Il fumo di sigaretta è il principale fattore di rischio oncologico. Il 27% di tutti i casi di cancro è determinato proprio dall’abitudine tabagica. Per ogni settimana di fumo, un tabagista perde un giorno di vita. Un terribile costo umano, con un drammatico impatto sociale e sulla sostenibilità del Ssn”.

Si stima che l’aumento di 5 euro del prezzo delle sigarette in Italia, che oggi è tra i più bassi in Europa, possa favorire una diminuzione del 37% del consumo, determinando un ricavo pari a circa 14 miliardi di euro. L’aumento di 30 centesimi a pacchetto introdotto dall’ultima legge di Bilancio, secondo il presidente, non è infatti sufficiente: “E’ una misura per fare cassa ma non è un deterrente contro il fumo, perchè i consumatori non smetteranno certo di acquistare sigarette per un aumento così esiguo. Bisogna invece metterli davanti ad una scelta drastica per la loro salute, che solo un aumento significativo può indurre”. Gli oncologi rilanciano l’allarme: Il tumore del polmone è la “principale causa di morte per tumore in entrambi i sessi nei Paesi dell’Ue e il controllo del tabacco rimane il pilastro della prevenzione per questa patologia”, sottolinea Daniele Finocchiaro, consigliere Fondazione Airc. Inoltre, l’abitudine tabagica, afferma Giulia Veronesi di Fondazione Umberto Veronesi, “è stata storicamente appannaggio degli uomini ma si è registrato, negli ultimi anni, un incremento tra le donne. Oggi, nel nostro Paese, il 20% della popolazione femminile è tabagista. Tra il 2003 e il 2017 l’incidenza del tumore del polmone negli uomini è diminuita del 16,7%, mentre nelle donne è aumentata dell’84,3%. È una tendenza molto pericolosa”.

Di contro, le esperienze internazionali hanno dimostrato che l’incremento drastico del prezzo delle sigarette è “una strategia efficace per ridurre davvero il numero di fumatori – rileva Massimo Di Maio, presidente Aiom -. In Italia quasi un quarto degli adulti fuma ed è preoccupante la diffusione tra i più giovani. Il 10% degli under 19 è tabagista e l’aumento del costo delle sigarette può essere molto utile soprattutto per dissuadere i più giovani”.
L’iniziativa raccoglie però le perplessità della Società italiana di medicina ambientale (Sima), che evidenzia la necessità di una “strategia più ampia contro tutte le sostanze nocive” e lancia l’idea di una ‘sin tax’, una ‘tassa sui vizi’ – dai superalcolici alle bevande zuccherate al cibo-spazzatura – già adottata con successo all’estero. Occorre cioè, conclude il presidente Alessandro Miani, “affrontare in modo integrato tutte le sostanze che danneggiano la salute, adottando misure fiscali coerenti e proporzionali rispetto al loro impatto sanitario.
Solo così si potrà avere un approccio realmente efficace e giusto”. 
   

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