Cappello Maga e corna, lo show nella Situation Room – Notizie – Ansa.it

Cappello Maga e corna, lo show nella Situation Room – Notizie – Ansa.it


Mancavano pochi minuti alle 8 di sera ora americana, le 2 del mattino in Italia, quando con un post su Truth Donald Trump ha fermato il mondo. Un annuncio di guerra sui social accompagnato da un più convenzionale comunicato ufficiale della Casa Bianca che passerà alla storia, come le foto che raccontano le ore drammatiche dell’attacco contro l’Iran vissuto nella Situation Room dal commander-in-chief e i suoi fedelissimi.

Momenti di grande tensione come rivelano le parole del vice presidente Jd Vance che, in un’intervista a Nbc, ha confidato che il tycoon ha preso una decisione definitiva solo “pochi minuti prima che le bombe venissero sganciate” sabato e che fino all’ultimo ha avuto la possibilità di annullare l’attacco. Le immagini pubblicare sull’account X della Casa Bianca sono già divenute iconiche, come quelle del maggio 2011 che ritraevano il presidente Barack Obama che assisteva al blitz delle forze speciali americane per uccidere Osama Bin Laden. Allora l’espressione scioccata con la mano sulla bocca della segretaria di Stato americana, Hillary Clinton, fece il giro del mondo.

Oggi sono diventate virali sui social le foto di Trump seduto al capo principale del tavolo nella Situation Room, il segretario di Stato Marco Rubio e quello alla Difesa Pete Hegseth concentrati sui monitor per seguire il raid, Vance alla destra del commander-in-chief con un’espressione preoccupata, il capo della Cia John Ratcliffe con le mani giunte e lo sguardo attento e il capo di stato maggiore, Dan Caine, che spiega ai presenti la dinamica dell’operazione. Quest’ultima immagine ha attirato l’attenzione soprattutto dei media italiani perché il generale americano sembra ‘fare le corna’. In realtà, nella cultura e nel linguaggio angloamericano non si usa quel tipo di gestualità per scongiurare la sfortuna ma al limite si “tocca il legno” o si incrociano le dita e Caine stava semplicemente descrivendo il raid mimando con le mani il movimento degli aerei o dell’attacco in senso lato.

In un’altra foto che racconta il film dell’attacco, Trump è in piedi, sempre con un’espressione solenne, che ascolta il suo generale accanto alla chief of staff Susie Wiles, l’unica donna presente nella sala bunker. Spicca l’assenza di Tulsi Gabbard, la direttrice della National Intelligence, ossia l’agenzia che coordina tutti gli 007 americani. Una ulteriore conferma, secondo media e osservatori, che la funzionaria è uscita dal cerchio magico del presidente dopo aver testimoniato in Congresso a marzo che l’Iran non sta costruendo la bomba atomica. Una affermazione smentita pubblicamente due volte dal tycoon. A nulla è servita la rapida marcia indietro della direttrice sui social.

Oltre ai volti nella Situation Room colpisce che The Donald, anche in questa circostanza, indossi il suo iconico cappellino rosso ‘Make America Great Again’. Un gesto che non è un semplice vezzo ma un chiaro messaggio ai suoi sostenitori Maga che erano contrari all’intervento militare. Il presidente, infatti, vuole rassicurare la parte più a destra della sua base che, anche se ha attaccato l’Iran, la priorità restano sempre l’America e gli americani. Non è un caso, che subito dopo l’annuncio del raid il presidente abbia postato su Truth una grande bandiera americana e che, il giorno dopo, abbia rassicurato gli Stati Uniti che il Grand old party è più unito che mai

 

Il capo di stato maggiore Usa Dan Caine nella situation room della scorsa notte 


 

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