“A questo punto è evidente che la questione si è fatta meramente politica e che, di conseguenza, non c’è alcun bisogno di avere un musicista tra i consiglieri. Quindi me ne vado”. Lo scrive, in un lungo post sui social, Alessandro Tortato, consigliere d’indirizzo della Fondazione Teatro La Fenice nominato dal ministero della Cultura, all’indomani del voto consultivo con cui è stata confermata la nomina di Beatrice Venezi a direttrice musicale. Tortato era stato nominato a gennaio 2025.
Sulla nomina di Venezi, sottolinea Tortato, “si può essere in disaccordo, protestare, parlare di prassi violata, ma la nomina è lecita. Non è altrettanto lecito, o perlomeno corretto, che Colabianchi faccia sapere che la nomina è stata approvata all’unanimità dal Consiglio d’indirizzo, cosa mai avvenuta. Il Consiglio, sempre da Statuto, non ha alcun titolo per esprimersi in merito alle nomine artistiche”.
Oltre che verso il sovrintendente, Tortato è critico anche nei confronti dei sindacati, che lo hanno duramente criticato durante il braccio di ferro sul welfare: “Visto che stiamo parlando della Fenice e non della bocciofila di Maerne (che non esiste, così non offendo nessuno), era assolutamente sensato sospendere il pagamento di quell’erogazione liberale sin quando non si avesse avuto la certezza che quei soldi sarebbero entrati in cassa”.
Per quanto riguarda Venezi, nonostante la nomina sia “assolutamente lecita, non è lecito da parte sua – o per lo meno non è da me accettabile – parlare pubblicamente della Fenice come di un ‘teatro con gestione anarchica’, affermazione che chiama in causa il Sovrintendente, il Presidente e l’intero Consiglio. È poi inopportuno abbracciare una persona che ha appena dichiarato pubblicamente che orchestrali e coristi del ‘suo’ teatro sono ‘pippe il cui massimo titolo è il battesimo’ (il giornalista Andrea Ruggieri, ndr)”. Inoltre “altrettanto fuori luogo sono le dichiarazioni sul pubblico veneziano composto da ottantenni”.
Per questo, insiste Tortato, nei confronti della direttrice “mi immaginavo almeno una presa di posizione da parte della governance del Teatro a cui appartengo. Al contrario, ieri, ancora in barba allo Statuto, si è voluto far pronunciare nuovamente il Consiglio di indirizzo sulla nomina di Beatrice Venezi a direttore musicale del Teatro”.
M5s, a dimettersi dovrebbe essere chi ha nominato Venezi
“Le dimissioni di Alessandro Tortato dal Consiglio di indirizzo della Fondazione Teatro La Fenice sono l’ennesima prova che la nomina di Beatrice Venezi rappresenta una scelta fatta in sfregio ai lavoratori e al prestigio di uno dei teatri lirici più importanti del mondo. A dimettersi dovrebbe essere chi ha nominato Venezi. Tortato, musicista nominato dal Ministero della Cultura nel gennaio 2025, lascia denunciando un clima diventato ormai apertamente politico attorno alla nomina di Beatrice Venezi come direttore musicale. Una nomina che è stata accompagnata da dichiarazioni gravissime contro il teatro, i suoi musicisti e il suo pubblico. Abbracciare chi parla della Fenice come di un teatro con “gestione anarchica”, definisce orchestrali e coristi “pippe il cui massimo titolo è il battesimo” o ridicolizzare il pubblico veneziano non è solo offensivo: è un attacco diretto alla dignità di lavoratrici e lavoratori che hanno costruito negli anni il prestigio internazionale del teatro. Professionisti selezionati con concorsi durissimi, riconosciuti nel panorama musicale mondiale. Ancora una volta si conferma la logica che ha guidato questa scelta: non valorizzare il teatro, ma piazzare un’amica di Giorgia Meloni, a costo di calpestare professionalità, autonomia delle istituzioni culturali e il rispetto dovuto a chi ogni giorno fa vivere quel palcoscenico. Una vergogna internazionale”. Così gli esponenti M5S in commissione cultura.
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