Massimiliano Allegri è il nuovo allenatore del Milan. Dopo una giornata di contatti, questa sera il tecnico toscano ha firmato con il club rossonero un contratto biennale, con opzione per il terzo anno, con un ingaggio di circa cinque milioni a stagione. Decisivo l’intervento del nuovo direttore sportivo, Igli Tare, che ha scelto affidabilità ed esperienza per risollevare le sorti della squadra rossonera, seguendo comunque quelle che sono le direttive dei dirigenti.
Ora manca solo l’ufficialità, che è attesa nelle prossime ore. Allegri rivivrà emozioni già provate: a undici anni di distanza dall’ultima volta, tornerà a varcare la soglia di Milanello e si siederà sulla panchina rossonera a San Siro. Comincia così un nuovo ciclo dopo un anno di delusioni, culminato con l’esclusione del Diavolo dalle coppe europee. Non sempre ripercorrere la strada già intrapresa è la soluzione giusta ma forse in questo caso, per un Milan a cui servono certezze e qualcuno in grado di ristabilire ordine, valori e abnegazione, Allegri potrebbe essere l’uomo giusto. Certo, l’ingaggio sarà nettamente più alto rispetto a quello di Sergio Conceicao o Paulo Fonseca. Ma competenza ed esperienza si pagano.
E soprattutto il compito che avrà il tecnico toscano non sarà affatto semplice. Prima di tutto, va creato il gruppo. Vanno ristabiliti equilibri interni, pretesi atteggiamenti professionali, evitati casi a ripetizione che hanno cadenzato le settimane nella stagione appena conclusa. Vanno gestiti i senatori o, meglio dire, i big in rosa. Leao a Theo Hernandez, in assenza di offerte congrue dal mercato, devono tornare a essere tesori da valorizzare. Bisogna integrare e far crescere i giovani all’interno di una squadra solida e compatta.
Ma, soprattutto, bisogna vincere e tornare nel calcio europeo che conta. La sensazione comunque è che il Milan stia finalmente agendo. Scelto Tare, si affida ad Allegri cercando di precedere il domino delle panchine che avrebbe rischiato di tagliare fuori anche squadre eccellenti. Così, in attesa dell’ufficialità, Max tornerà a Milano. Ci era rimasto per quattro anni vincendo uno scudetto e una Supercoppa e centrando la qualificazione in Champions League. Si era guadagnato i ringraziamenti della Curva Sud nel giorno dell’addio e Adriano Galliani (allora a.d.) si disse “dispiaciuto”. Era il Milan della difficile convivenza tra Galliani e Barbara Berlusconi. Poi arrivò Clarence Seedorf, ma le cose non decollarono. Undici anni dopo è cambiato tutto. Il Milan ha navigato acque turbolente poi è tornato a vivere la gioia dello scudetto prima di crollare di nuovo. Allegri ha vissuto due vite, ben diverse, a Torino. Ma entrambe le parti sono pronte a scrivere nuove pagine per tornare a vincere.
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