Cede la tettoia del cantiere, 66enne salva il figlio e muore – Notizie – Ansa.it

Cede la tettoia del cantiere, 66enne salva il figlio e muore – Notizie – Ansa.it


C’è una telecamera che ha ripreso l’intera scena, ad iniziare dalla corsa del padre per salvare la vita al figlio. I fotogrammi acquisiti dalla Procura di Brindisi raccontano la drammatica sequenza dell’incidente sul lavoro avvenuto questa mattina in un cantiere, all’interno di un’abitazione a Mesagne, in cui ha perso la vita il 66enne Antonio D’Errico.

 

Titolare di una ditta individuale, insieme al figlio di 26 anni e ad altre tre persone, era impegnato nella manutenzione di una tettoia in legno. Stava lavorando per la sostituzione di una trave quando l’intera struttura è crollata. Dopo i primi scricchiolii, l’uomo ha subito percepito il pericolo ed il suo primo pensiero è stato correre verso il figlio. Pochi istanti dopo la tettoia è caduta al suolo. Il figlio è stato solo parzialmente colpito dal cedimento; il padre invece, è stato travolto dalle macerie. L’immediato arrivo del personale sanitario del 118 ha permesso di trasportare d’urgenza in codice rosso il 26enne, ora fuori pericolo; per il genitore, invece, non c’è stato nulla da fare. Troppo gravi i traumi riportati. Artigiano esperto, il 66enne, tra pochi mesi sarebbe andato in pensione. Nel comune a 20 chilometri da Brindisi era conosciuto per la sua professionalità e competenza. E con lui anche il figlio. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, gli agenti del commissariato e della polizia locale. La Procura di Brindisi ha acquisito una prima parte della documentazione necessaria per conoscere quali tipi d’interventi erano in corso e le eventuali autorizzazioni necessarie. Le attività d’indagine, anche con il supporto dei tecnici dello Spesal, potranno contare sul contributo delle immagini del sistema di video-sorveglianza che inquadra la zona dove si è verificato il crollo.

 

L’area al momento è stata sottoposta a sequestro. Dolore e sgomento nelle parole del sindaco di Mesagne, Francesco Rogoli: “Le Istituzioni, a tutti i livelli,- ha detto – hanno il dovere morale e civile di rinnovare l’impegno affinché la cultura della sicurezza diventi una priorità assoluta e inderogabile, ovunque si presti la propria opera”. Appelli a “non abbassare la guardia sulla sicurezza nel lavoro” anche dai sindacati territoriali di Cgil, Cisl e Uil. L’incidente nel cantiere a Mesagne non è l’unico che si è verificato oggi in Italia. A Pordenone, infatti, un 62enne operaio di origini kosovare è precipitato da circa 2 metri per il cedimento della pavimentazione in legno che stava ristrutturando. L’operaio è rimasto cosciente e non è in pericolo di vita. È stato trasportato all’ospedale di Pordenone per trauma cranico e toracico. L’area dell’incidente è stata sequestrata e le indagini sono affidate agli ispettori dell’Azienda sanitaria di Pordenone. Ieri, invece, un operaio è rimasto ferito in un incidente sul lavoro nel cantiere per un centro commerciale a Zafferia, a Messina.

 

L’incidente è stato reso noto dalla Uil della Città dello Stretto e la Feneal Uil Sicilia. “Secondo quanto risulta – si legge nella nota dei sindacati – al momento dell’incidente le attività lavorative erano a pieno regime, nonostante la vigente ordinanza della Regione siciliana imponesse tassativamente la sospensione a partire dalle 12.30, essendo la giornata classificata dal sistema ‘Worklimate’ con livello di rischio alto per stress termico. Tutto ciò è vergognoso e inammissibile”. I sindacati chiedon che “venga fatta piena luce sul grave incidente avvenuto a Zafferia” e sollecitano ” il rispetto dell’ordinanza regionale, delle norme sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, e una forte azione di repressione delle singole responsabilità eventualmente connesse alla prosecuzione delle attività lavorative in presenza di un rischio climatico elevato”.

Riproduzione riservata © Copyright ANSA



Source link