Alcune centinaia di persone hanno trascorso la scorsa notte accampate in tende nella centrale Puerta del Sol di Madrid, al termine della manifestazione per protestare contro lo sfratto di Maricarmen, l’87 enne invalida sgomberata dalla sua abitazione nel quartiere del Retiro dopo 71 anni, divenuta simbolo della crisi abitativa in Spagna, ed esigere l’approvazione nel prossimo Consiglio dei ministri di martedì di un decreto di misure contro la crisi abitativa.
I manifestanti hanno risposto all’appello lanciato sui social dal Sindicato de Inquilinas ad “accampare a Sol per il diritto alla casa” montando nella piazza un centinaio di tende, con l’obiettivo di mantenere la mobilitazione e chiedere misure per affrontare la crisi e fermare gli sfratti.
La vicenda di Maricarmen, sfrattata dopo che l’immobile è stato acquistato dalla società Urbangestion, che ha moltiplicato per 5 il canone fino a 2.650 euro, ha dato nuovo impulso alle proteste sulla casa a Madrid e in numerose città spagnole.
L’anziana, attualmente ricoverata in ospedale, ha inviato un videomessaggio ai manifestanti, in cui esorta a proseguire la mobilitazione, che è stato proiettato sulla facciata della sede della presidenza della Comunità di Madrid, in Puerta del Sol.
Fra gli accampati a Puerta del Sol, ‘resteremo qui tutto il tempo necessario’
Centinaia degli accampati in Puerta del Sol, convocati dal Sindicatos de Inquilinas per protestare contro l’emergenza abitativa in Spagna – che ha il volto dell’87enne Maricarmen Abascal, sfrattata mercoledì dalla casa in cui ha vissuto 7 decenni – si preparano a trascorrere la seconda notte in strada, nel cuore di Madrid.
“Non ce ne andremo fino a quando non ci saranno soluzioni concrete. Il decreto anti-sfratti deve tutelare tutti gli inquilini”, spiega Nancy, 30enne colombiana che vive da 5 anni a Madrid “pagando per l’affitto quasi l’intero stipendio”. “Non smetteremo di protestare finché non cambiaranno le cose”, le fa eco Margarita, impiegata di 43 anni.
“Io pago 1200 euro di canone e guadagno 1320 euro al mese, non riesco a vivere”, spiega. Dalle prime ore del mattino, la piazza al km zero della capitale ha ripreso l’aspetto delle proteste di 15 anni fa, quanto rimase occupata per settimana dagli ‘indignados’. Turisti e infuencer che scattano foto fra le tende da campeggio; giovani che raccolgono rifiuti e distribuiscono viveri tra gli accampati; manifestanti dell’altra marcia – quella in difesa dell’educazione pubblica nella Comunità di Madrid – riconoscibili delle magliette verdi, che aggiungono indignazione a indignazione. Nel crocevia di rivendicazioni e speranze, la domenica scorre pacifica.
“Abbiamo trascorso la notte con circa 300 persone accampate, ma già all’alba hanno cominciato ad arrivare tanti altri”, racconta Valeria Racu, portavoce del Sindicato del Inquilinas. “Questa protesta rappresenta una svolta nella vertenza per il diritto alla casa”, assicura. “Aspetteremo l’approvazione del decreto di misure martedì e, se necessario, anche la convalida da parte del Parlamento”, aggiunge.
Video Centinaia di manifestanti accampati a Madrid per il diritto alla casa
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