Christa Pike senza conoscenza e attaccata al respiratore artificiale – Notizie – Ansa.it


Christa Pike è priva di conoscenza e attaccata al respiratore artificiale dopo l’esecuzione fallita di due giorni fa. Lo riporta il New York Times. 

La donna, che ha 50 anni e ne aveva 18 quando fu condannata a morte per l’omicidio di una coetanea, è intubata in un ospedale di Nashville, hanno detto i suoi avvocati nei documenti legali presentati in tribunale. Christa è sopravvissuta a due dosi di pentobarbital, il farmaco usato dal Tennessee nel protocollo per l’iniezione letale.

“Il personale dell’ospedale sta lavorando per salvarle la vita e eliminare il pentobarbital dal sistema”, hanno scritto i legali.

Intanto le Chiese cristiane del Tennessee hanno rivolto un nuovo appello alle autorità: i vescovi cattolici dello Stato, insieme ai vescovi della Comunione anglicana e ai luterani, hanno chiesto al governatore Bill Lee di commutare la condanna a morte della donna e di impedire un nuovo tentativo di esecuzione. “Crediamo che ogni essere umano porti in sé l’immagine di Dio e che, pertanto, possieda una dignità che nemmeno il peccato più grave può cancellare. Crediamo nella responsabilità, ma crediamo anche nel pentimento, nella redenzione, nella misericordia e nella possibilità di trasformazione”, scrivono i vescovi cristiani.

 

“Nulla nella nostra richiesta sminuisce la gravità di quel crimine”, “tuttavia, la responsabilità non deve necessariamente richiedere un’altra morte”, sottolineano i rappresentanti delle Chiese cristiane. “Le chiediamo pertanto rispettosamente di esercitare l’autorità conferitale – chiedono al governatore – e di commutare la condanna a morte di Christa Pike in una pena che tuteli la collettività preservandone al contempo la vita. Un simile atto non nega la giustizia, ma dichiara che la giustizia non deve necessariamente trasformarsi in vendetta e che lo Stato del Tennessee può scegliere la moderazione, la dignità umana e la clemenza”.

Negli Usa, secondo recenti sondaggi, la maggioranza della popolazione resta a favore della pena capitale anche se i consensi mostrano segnali di erosione. Secondo un sondaggio Gallup il sostegno all’impiego del boia è sceso al 52%, il livello più basso degli ultimi cinquant’anni, tornando ai valori registrati nel 1972. A guidare il calo sono soprattutto le generazioni più giovani, Millennials e Gen Z, tra le quali il favore per la pena capitale è sensibilmente diminuito. Parallelamente è cresciuta l’opposizione: il 44% degli americani si dichiara contrario alla pena di morte, la percentuale più alta registrata dal 1966.

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