Proseguono le indagini per risalire ai responsabili del furto delle opere di Antonello da Messina. Le indagini, coordinate dal capo della Squadra mobile Simone Scalzo, stanno continuando e i poliziotti continuano a visionare tutte le telecamere che si trovano vicino il museo e nelle zone limitrofe per vedere se si riesca a individuare la modalità di fuga dei ladri. Gli investigatori sottolineano come l’indagine proceda in tutte le direzioni, anche su un’eventuale pista che riporti alla mafia. Sulla possibilità che il furto sia stato commesso da una banda di siciliani o di banditi provenienti dall’estero chi indaga spiega che “nessuna ipotesi è da escludere”.
La Questura di Messina ha reso noto un frame della telefonata che Elisabetta Bonfato, una cittadina messinese, ha fatto al 112 per segnalare la presenza dei dipinti sul muretto di recinzione del museo Accascina che poi si scoprirà essere due delle tavole di Antonello da Messina abbandonate dai ladri. “Mi trovo all’Annunziata accanto al museo. Ci sono dei quadri del museo nella strada come se qualcuno li avesse rubati e appoggiati qui. Sono quadri del museo valgono un sacco di soldi…”. “Le mando subito la volante” risponde il poliziotto dalla sala operativa.
Il racconto della donna che ha trovato le tavole lasciate dai ladri avvertendo il 112: ‘Stupita che nessuno abbia dato l’allarme’
“Le opere di Antonello da Messina le ho riconosciute all’istante perché faccio l’insegnante e avevo visitato il Museo più volte. Le avevo già viste. Anche mia figlia, che è una studentessa, ha confermato che le sembravano le opere di Antonello da Messina. Così abbiamo chiamato subito le forze dell’ordine”. Lo racconta Elisabetta Bonfato, la donna che ha trovato le tavole di Antonello da Messina rubate al museo regionale e abbandonate sul marciapiede. “Eravamo spaventate – ha aggiunto – perché ci siamo rese conto subito dell’importanza delle opere vicino alle quali ci trovavamo, sia per il loro valore artistico che culturale. Eravamo allibite perché abbiamo capito si potesse trattare di un furto e avevamo compreso di essere state le prime a trovarle. Inoltre era buio e non c’era nessuno in giro. Eravamo sempre più incredule che nessuno dal museo avesse avvertito prima di noi le forze dell’ordine. All’interno dell’Accascina non si vedeva nessuno. I poliziotti che sono arrivati subito non riuscivano a contattare nessuno del museo. Poi, dopo circa venti minuti, è arrivato un custode che è venuto da noi mentre un altro è rimasto dietro la palizzata metallica. Ho scattato le foto alle tavole poggiate a terra e il cellulare segna le 21.02″. “Auspico che i pezzi rubati siano ritrovati al più presto, per Messina e per tutta l’umanità” conclude.
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