Clausole di salvaguardia, l’Italia chiede all’Ue il massimo per l’energia e lo 0,9% per la difesa – Notizie – Ansa.it

Clausole di salvaguardia, l’Italia chiede all’Ue il massimo per l’energia e lo 0,9% per la difesa – Notizie – Ansa.it


Vale complessivamente circa 35-36 miliardi nel triennio la ‘flessibilità’ su difesa ed energia che l’Italia si appresta a chiedere all’Unione europea.

Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha annunciato, durante le comunicazioni sulla clausola di salvaguardia nazionale (Nec) alla Camera, che il nostro Paese chiederà nel triennio lo 0,6% del Pil per la sicurezza energetica e lo 0,9% del Pil per la sicurezza nella difesa. Complessivamente si tratta dell’1,5% del Pil nel triennio. Tradotto in miliardi, usando il valore del Pil nominale tendenziale nel 2026-28 contenuto nel Documento di finanza pubblica, si tratta di circa 14 euro per l’energia e circa 21-22 miliardi per la difesa, per un ammontare complessivo di circa 35-36 miliardi.

Dopo le comunicazioni del ministro sulla richiesta di attivazione delle clausole di salvaguardia, la Camera ha approvato la risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni stesse, dopo la riformulazione proposta. I sì sono stati 181, 126 i contrari, 12 gli astenuti.

Per quanto riguarda le risoluzioni presentate dalle opposizioni, non è stato votato il testo unitario presentato da Avs, Pd e M5S, in quanto precluso. I testi presentati da Italia Viva, Azione, Futuro nazionale e +Europa, che avevano tutte ottenuto parere contrario da parte del governo, sono state bocciate dal voto dell’Aula. 

Si spacca il Pd: i riformisti si sono astenuti sulla risoluzione di Azione ed hanno votato a favore degli impegni per il Safe contenuti nelle risoluzioni di Più Europa e Iv. Se fosse stata messa al voto non avrebbero votato la risoluzione del campo largo. Voto contrario alla risoluzione del governo e a quella di Fnv. Le indicazioni del Pd erano di astensione su Iv e +E e no ai documenti di Azione, maggioranza e FnV. 

 

Tensione anche nel centrodestra, dopo che la Lega ha chiesto di riformulare la risoluzione. “E’ evidente, e non credo sia un mistero, che la riformulazione della risoluzione di maggioranza è stata chiesta dalla Lega e la spiegazione è che la prima versione conteneva un giudizio di valore, magari per un errore, chiedendo al governo un impegno ‘a valutare il ricorso alle migliori condizioni di finanziamento quali quelle di cui al programma Safe”, ha spiegato il senatore della Lega, Claudio Borghi interpellato dall’ANSA sul testo corretto della risoluzione del centrodestra presentata dopo le comunicazioni del ministro dell’Economia sulla clausola di salvaguardia nazionale. Il parlamentare del Carroccio chiede quindi vincoli per il Safe.

Giorgetti al Senato: ‘Su convenienza sul Safe non c’è verità assoluta, verrà valutato’

Sul Safe “non esiste la verità assoluta rispetto alla convenienza in termini economico finanziari. Ad oggi l’interesse è vantaggioso rispetto a quello di un titolo di stato, peccato che la struttura sia leggermente diversa e non paragonabile a nessun titolo di stato. Per cui la fonte di finanziamento Safe verrà valutata come chiede la risoluzione di maggioranza rispetto alla convenienza complessiva”. Lo ha detto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti parlando al Senato durante le comunicazioni sulla clausola di salvaguardia nazionale. Un dato certo, ha ribadito, è che “Safe ha generato anche dei progetti in comune con altri paesi e di questo noi non possiamo ignorare l’esistenza”.

L’intervento del ministro alla Camera

“Noi sicuramente chiederemo tutto il massimo della sicurezza energetica, cioè lo 0,3% più 0,3% uguale 0,6%. Sulla parte difesa invece non prenderemo il massimo e ci fermeremo a 0,9%”, ha detto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti all’arrivo alla Camera per le comunicazioni sulla clausola.

“Il Safe nasce per promuovere sistemi di difesa comuni. Nel frattempo l’Italia ha avviato dei programmi di difesa comuni e questo ha fatto generare una sorta di obbligazione prima che giuridica morale, cui ciascun paese con grande responsabilità deve rispondere per essere rispettato, come l’Italia è rispettata in questo momento in Europa”.

 

Video VIDEO | Giorgetti: ‘Ok dell’Ue alla clausola a ottobre, poi lo scostamento’

 

“Lo scostamento che andremo a proporre al Parlamento a settembre-ottobre sarà lì definito in termini puntuali, sia quantitativi sia di temporalizzazione. Perché molto si interseca rispetto all’uscita dalla procedura per deficit eccessivo che sarà in qualche modo definita o formalizzata in un seso o nell’altro soltanto a fine settembre”. “E siccome questo scostamento verrà autorizzato dal Consiglio dell’Ue solo se garantirà nel lungo periodo della sostenibilità della finanza pubblica, noi dobbiamo sapere in funzione degli esiti di questa procedura se la sostenibilità può essere garantita e come rispetto al diverso dispiegamento delle possibilità di scostamento”, ha detto. 

“Ci saranno rimodulazioni del sistema d’arma, mi chiede Marattin? E’ possibile, nel senso che le specifiche regole poste dalla commissione rispetto al finanziamento delle spese per la difesa, che hanno delle dinamiche di progettazione, dispiegamento e contabilizzazione particolari, dobbiamo capire – proprio perché la temporalizzazione è molto stretta – quali sono quelle che possono entrare e quelle che eventualmente richiedono maggior tempo per la loro definizione e poi il riflesso in termini contabili”. 

“Non è semplice, è anche sicuramente impopolare, è una scelta difficile venire a chiedere lo scostamento per la difesa. Credo che in passato se avessimo assunto scelte difficili e impopolari anche in materia di energia non saremmo in condizioni di dipendenza e non autonomia sulla sovranità. Credo però che la politica significhi assunzione di responsabilità, io ho giurato sulla Costituzione e all’articolo 52 c’è scritto che è sacro dovere del cittadino la difesa. E io per cultura e predisposizione personale sono molto sensibile alla cultura del dovere e davanti al dovere non si scantona, non si scappa, non si diserta e per questo motivo io sono qui oggi”. 

“Tanti altri paesi – ha proseguito il ministro – hanno deciso di adottare nel recente passato lo scostamento per la difesa in senso classico – magari senza avere l’autorizzazione preventiva del Parlamento e l’hanno fatto perché la loro sensibilità e problemi sono di tipo diverso”, ha aggiunto. “Noi per il nostro modo di aver inteso in passato alcune decisioni impopolari e difficili in materia energetica dipendiamo e non siamo totalmente sovrani in materia energetica e questo è il motivo per cui il governo è qui oggi, credo primo in Europa e forse unico, a chiedere uno scostamento teso a garantire la sicurezza in senso energetico”, ha detto.  “Qualcuno continua a rimproverare questo governo di aver sottoscritto il nuovo Patto di stabilità, dimenticando che il precedente Patto di stabilità era molto molto peggio”.

‘Ok dell’Ue alla clausola a ottobre, poi lo scostamento’

La Commissione europea valuterà le richieste sulla richiesta della clausola di salvaguardia nazionale “nel mese di settembre, eventualmente raccomandandone l’approvazione al Consiglio, che dovrebbe formalizzare la raccomandazione nella riunione Ecofin di ottobre. A seguito di tale raccomandazione si procederà, anche nelle more dell’aggiornamento della disciplina contabile nazionale alla nuova governance economica europea, in via analoga, al ricorso alla procedura prevista dall’articolo 6 della legge n.243 del 2012, al fine di poter dare conto del quantum delle clausole utilizzate e degli interventi ai quali le relative risorse saranno destinate, cioè il cosiddetto scostamento di bilancio”.
Lo ha detto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti parlando alla Camera durante le comunicazioni sulla clausola di salvaguardia nazionale.

“La richiesta di attivazione della clausola potrà essere oggetto di aggiornamenti e integrazioni e lo stato membro si impegnerà all’atto della richiesta a fornire – due volte l’anno (entro il 15 aprile ed entro il 15 ottobre, ossia in corrispondenza, rispettivamente, degli strumenti di aggiornamento dei documenti di bilancio) – informazioni utili al monitoraggio dell’attuazione degli interventi, affinché la Commissione europea possa tenerne conto nelle proprie previsioni e nelle valutazioni di sorveglianza”. 

“Pertanto, per gli stati membri che attivino la clausola, il monitoraggio della traiettoria di spesa verrà effettuato in due passaggi: un primo passaggio verificherà se un eventuale debito del conto di controllo possa essere ricondotto all’incremento delle spese per la difesa; nel caso in cui l’incremento delle spese per difesa non giustifichi pienamente gli scostamenti registrati dal conto di controllo rispetto al tasso di crescita dalla spesa netta fissato nel Piano strutturale e raccomandato dal Consiglio, un secondo passaggio verificherà se detti scostamenti derivino dall’utilizzo dei margini concessi per l’estensione della Nec alle spese per sicurezza energetica”, ha spiegato.

 

Risoluzione unitaria centrodestra, spese difesa entro 0,9% Pil compreso ricorso Safe

Il centrodestra presenta una risoluzione unitaria in vista delle comunicazioni del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, al Parlamento sull’avvio della procedura di attivazione della clausola di salvaguardia nazionale.
Due i principali impegni chiesti al governo riguardanti le spese per l’energia e per la difesa. Sul primo punto, il documento chiede un impegno a “rafforzare la resilienza del sistema energetico e la sicurezza del relativo approvvigionamento, nei limiti complessivi dello 0,6% del Pil nel periodo di riferimento”. Per la difesa, i limiti di spesa sono dello 0,9% del Pil specificando che il governo si impegni “a valutare il ricorso alle migliori condizioni di finanziamento quali quelle di cui al programma Safe”.

Nella risoluzione sottoscritta dai quattro gruppi di maggioranza e che sarà proposta alla Camera e al Senato, in vista delle comunicazioni del ministro Giorgetti, c’è anche l’impegno a “presentare al Parlamento, a seguito dell’adozione della raccomandazione da parte del Consiglio che autorizza ad avvalersi della clausola e dell’aggiornamento del quadro di finanza pubblica, la relazione di cui all’articolo 6 della legge 24 dicembre 2012, n. 243 che, nelle more del completamento dell’attività del gruppo di lavoro sulla riforma della normativa di contabilità e finanza pubblica – incaricato di svolgere l’istruttoria finalizzata alla definizione dei contenuti dei progetti di legge di iniziativa parlamentare volti a modificare le disposizioni della legge 24 dicembre 2012, n. 243, e della legge 31 dicembre 2009, n. 196 – autorizzi il ricorso allo scostamento dal percorso della spesa netta indicato nel Piano strutturale di bilancio”. 

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