Commerz respinge Unicredit, ‘il piano è vago e con rischi’ – Notizie – Ansa.it

Commerz respinge Unicredit, ‘il piano è vago e con rischi’ – Notizie – Ansa.it


Commerzbank serra i ranghi e, nero su bianco, respinge l’offerta arrivata da Unicredit. L’ops “non prevede un premio adeguato e non riflette il valore intrinseco” della banca, ribadisce l’istituto di Francoforte sul Meno aggiungendo che il piano di Piazza Gae Aulenti “è vago e comporta rischi considerevoli”.

Inoltre secondo il cda e il consiglio di Sorveglianza di Commerz, che invitano a non aderire, il gruppo italiano “sottostima in modo significativo le perdite di ricavi, sopravvaluta le sinergie e ipotizza un calendario di attuazione irrealistico”.

Per Unicredit non c’è sorpresa ma dissente “profondamente” perché “le “argomentazioni presentate” sono “prive di fondamento e di dati a supporto”. “Quella che viene descritta come una fusione è in realtà una proposta di ristrutturazione che avrebbe un impatto enorme sul nostro modello di business collaudato e redditizio”, rincara la ceo Bettina Orlopp nel ricordare che la banca ha “una strategia chiara e di successo, che offre ai nostri azionisti prospettive di crescita interessanti”.

Nell’ambito del piano ‘Momentum 2030’, Commerzbank prevede di aumentare i ricavi a 16,8 miliardi entro il 2030 e di portare l’utile netto a 5,9 miliardi. La banca intende poi, restituire ai soci circa la metà della sua attuale capitalizzazione di mercato attraverso dividendi e riacquisti di azioni proprie entro il 2030.

Per l’ultimo esercizio la proposta di dividendo è di 1,10 euro per azione. L’istituto, nell’esaminare il prezzo dell’offerta, evidenzia che le azioni Commerzbank hanno chiuso al di sopra del valore implicito (34,56 euro) dell’ops in ogni giornata di contrattazione. Per cui c’è “uno sconto significativo”, rispetto anche “agli attuali indicatori di mercato” sopra i 36 euro. Peraltro, viene sottolineato, “analisti indipendenti collocano il prezzo obiettivo a circa 41,50 euro”.

Secondo la banca tedesca “non vi è poi chiarezza su quali soglie di partecipazione saranno alla fine raggiunte”. Anche perché “a differenza di un’offerta in contanti, il valore effettivo del corrispettivo rimane incerto fino al regolamento e dipende dall’andamento del prezzo delle azioni Unicredit”. Regolamento che non è previsto prima del 2027 con il documento d’ops che indica, come data limite, il 2 luglio del prossimo anno. Board e consiglio di Sorveglianza di Commerzbank, nell’identificare le criticità della proposta del gruppo italiano, sottolineano in particolare “come la prevista riduzione della rete internazionale indebolirebbe significativamente la capacità della banca di supportare in tutto il mondo il ‘Mittelstand’ tedesco”, ovvero l’insieme delle piccole e medie imprese, “orientato all’esportazione”.

Altro nodo cruciale, secondo Commerz, riguarda “lo smantellamento previsto delle attività commerciali esistenti ” che “avrebbe un impatto negativo significativo sulle relazioni con i clienti, sulla posizione di mercato e sui flussi di ricavi”. Ci sono poi da considerare le “riduzioni di organico previste da UniCredit, la complessa integrazione informatica e le perdite di ricavi derivanti dalle sovrapposizioni nel settore della clientela aziendale”. Detto tutto questo e “i rischi considerevoli” che ne derivano, “raccomandiamo agli azionisti di non accettare l’offerta”, ripete il presidente del consiglio di Sorveglianza, Jens Weidmann.

Nel frattempo continua a crescere l’esposizione potenziale di Unicredit in Commerzbank che è arrivata al 38,87%, in base agli ultimi aggiornamenti. La quota in azioni resta sempre al 26,77% del capitale e, a questo, si aggiunge un altro pacchetto del 3,22% legato a total return swap. Mentre salgono all’8,88% (erano al 6,67%) i derivati regolati esclusivamente in contanti e che, quindi, non prevedono la consegna di ulteriori azioni.

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