E’ cominciato, all’Eliseo il programmato colloquio telefonico fra la Coalizione dei Volenterosi, reduci dalla riunione di oggi, con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sui temi riguardanti il conflitto in Ucraina. Il colloquio telefonico era già previsto subito dopo la riunione di Parigi, con 35 leader partecipanti, alcuni in presenza, altri in videoconferenza.
Dopo le 15, orario previsto secondo programma per l’inizio della conferenza stampa conclusiva della giornata, alcuni dei leader della Coalizione, con Emmanuel Macron e Volodymyr Zelensky, sono ancora impegnati nella telefonata con Donald Trump. All’ordine del giorno del colloquio, secondo quanto trapela dall’Eliseo, la richiesta europea di nuove sanzioni americane contro la Russia e il contributo di ognuno dei membri della coalizione – e degli Stati Uniti – alle garanzie di sicurezza future da fornire all’Ucraina.
“Stiamo dando concretezza alle garanzie di sicurezza a lungo termine per l’Ucraina e garantendo già ora il supporto alle nostre Forze di Difesa ucraine”, ha affermato in un tweet sul proprio profilo X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky al termine della riunione dei Volenterosi.
Il vertice di Parigi ha confermato “l’infrangibile impegno” degli alleati al fianco dell’Ucraina di fronte alla Russia, secondo quanto dichiarato dal premier britannico Keir Starmer, che ha co-presieduto la riunione con Emmanuel Macron in videocall da Glasgow.
Starmer ha poi ripetuto che di Vladimir Putin “non ci si può fidare” ed è tornato a denunciare quelli che ha definito “gli attacchi indiscriminati” di Mosca su Kiev della settimana scorsa, i quali hanno anche “causato danni alle sedi del British Council e alla delegazione diplomatica dell’Ue”.
Anche il premier spagnolo Pedro Sanchez ha partecipato in videoconferenza alla riunione, alla quale hanno preso parte una ventina di capi di governo, con l’obiettivo di esaminare i passi avanti sulle garanzie di sicurezza per l’Ucraina e la strategia collettiva nei confronti della Russia. Sanchez ha evidenziato l’importanza di mantenere la pressione su Mosca, perché accetti un cessate il fuoco, per avanzare verso una pace giusta e duratura, segnalano fonti governative. Il premier iberico ha condiviso con gli altri leader la necessità che un accordo sull’Ucraina tenga conto della volontà del popolo ucraino. Così come, ha segnalato, non si può discutere di sicurezza in Europa senza contare sulla voce degli europei.
“Ho seguito la situazione, l’ho vista e ne ho parlato con il presidente Putin e il presidente Zelensky. Qualcosa accadrà, ma non sono ancora pronti. Ma qualcosa succederà. Ce la faremo”, aveva affermato Trump in un’intervista a Cbs, rilanciata sul suo account Truth, prima della riunione, presieduta dal presidente francese, Emmanuel Macron, nei saloni dell’Eliseo, e dal premier britannico Keir Starmer, a distanza.
Fra i presenti, l’inviato di Trump, Steve Witkoff. La presidenza francese ha fornito la lista dei leader in presenza: il premier belga, Bart De Wever, la premier danese, Mette Frederiksen, il presidente finlandese, Alexander Stubb, il primo ministro olandese, Dick Schoof, il presidente del Consiglio polacco, Donald Tusk, il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen e l’inviato speciale del presidente americano, Steve Witkoff.
Collegati in videoconferenza, la premier Giorgia Meloni, il premier albanese Edi Rama, il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il premier australiano Anthony Albanese, il premier bulgaro Rossen Jeliazkov, quello canadese Mark Carney, il presidente cipriota Nikos Christodoulidis, il premier croato Andrej Plenkovic, il capo del governo spagnolo Pedro Sanchez, la premier estone, Kristen Michal, il premier greco, Kyriakos Mitsotakis, il premier irlandese Micheal Martin, quello giapponese Shigeru Ishiba, quella lettone, Evika Silina, il presidente lituano Gitanas Nauseda, il premier lussemburghese Luc Frieden, il montenegrino Milojko Spajic e quello norvegese, Jonas Gahr Store.
Il presidente del governo spagnolo, Pedro Sanchez, è stato costretto a rientrare a Madrid, dopo la partenza alla volta di Parigi per il vertice dei volenterosi sull’Ucraina, da un’avaria dell’aereo di Stato, informano fonti ufficiali. Il premier parteciperà alla riunione della coalizione dei volenterosi in collegamento in videoconferenza.
“Questa riunione ci consentirà di finalizzare delle garanzie di sicurezza robuste per l’Ucraina”, le prime parole di Macron in apertura. I “volenterosi” per l’Ucraina sanciranno – come ha detto ieri sera lo stesso Macron ricevendo Volodymyr Zelensky – che sono “pronti” per la forniture delle garanzie nel caso di una tregua tra Mosca e Kiev.
“A Parigi per un incontro cruciale della Coalizione dei Volenterosi sulle garanzie di sicurezza. Abbiamo lavorato su tre compiti fondamentali. Trasformare l’Ucraina in un porcospino d’acciaio, costruire una forza multinazionale per l’Ucraina sostenuta dagli Stati Uniti, rafforzare la posizione difensiva dell’Europa. Ora andiamo avanti”, ha scritto sui social la presidente della Commissione Ursula von der Leyen.
“Le garanzie di sicurezza richieste dall’Ucraina rappresentano una minaccia per il continente europeo e sono assolutamente inaccettabili”, ha affermato – come riporta la Tass – la portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova. “Le idee del leader di Kiev, che sono essenzialmente una copia carbone delle iniziative degli sponsor europei, nemmeno degli sponsor ma del partito europeo della guerra, come abbiamo già detto più di una volta, sono assolutamente inaccettabili. Mirano a preservare l’Ucraina come trampolino di lancio per il terrore, per le provocazioni contro il nostro paese”.
“La Russia non discuterà l’idea di un intervento militare straniero in Ucraina in nessuna forma”. Così Zakharova durante un briefing a margine dell’Eastern Economic Forum. “La Russia non intende discutere l’idea di un intervento straniero in Ucraina, del tutto inaccettabile e che mina la sicurezza, in nessuna forma” ha detto. Inoltre, “la possibile vendita da parte degli Usa di oltre 3.000 missili contraddice l’aspirazione di risolvere il conflitto diplomaticamente”, ha aggiunto Zakharova.
Le voci su un presunto attacco ibrido del Cremlino che ha provocato l’atterraggio dell’aereo della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen utilizzando mappe cartacee “hanno il sapore della disperazione”, ha aggiunto Zakharova. “Non è la Russia” che può decidere sullo schieramento di truppe occidentali in Ucraina: lo ha sottolineato il segretario generale della Nato, Marc Rutte, rispondendo a Zakharova.
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