I più piccoli hanno sfilato nei passeggini spinti dalle loro mamme, qualche bimbo delle elementari con un cartello in mano “Ho 10 anni e sciopero per il mio domani”. Accanto a loro studenti, lavoratori, precari, agricoltori, pensionati, movimenti per la casa, pro-Pal e sindacati di base per dire no al riarmo e al carovita.
Una mobilitazione nel giorno dello sciopero generale indetto dall’Usb che ha unito diverse generazioni in oltre sessanta piazze pacifiche, ma è sfociata in serata nelle tensioni – con lanci di bottiglie contro agenti, cariche e idranti in azione – nel centro di Roma e Torino. L’Usb stima oltre un milione di persone in piazza nelle diverse città italiane. Molte meno, appena 255mila, quelle contate dal Viminale, mentre il ministro dell’interno Matteo Piantedosi rivendica: “il diritto dei cittadini a manifestare pacificamente è stato garantito, nonostante alcuni violenti”.
Un milione e mezzo i partecipanti, secondo le stime dell’Usb, che evidenzia “un’enorme presenza di studenti e giovani” e assicura: “Non ci fermiamo certamente qui”. Alla giornata di protesta, per cui l’allerta sicurezza era alta, hanno aderito diversi settori: dagli agricoltori alla scuola, fino al cinema e all’audiovisivo. Migliaia di persone che si sono riversate nelle piazze e nelle strade di decine di città, sfilando pacificamente e senza creare problemi di ordine pubblico. Hanno fatto eccezione Roma e Torino. I cortei della mattina si sono svolti senza problemi, poi sono salite le tensioni. Nella Capitale uno spezzone si è staccato dal corteo principale nei pressi del Colosseo lanciando oggetti contro gli agenti e dando fuoco ad alcuni cassonetti: le forze dell’ordine hanno risposto con una carica di alleggerimento.
La tensione è salita di nuovo qualche ora più tardi prima su ponte Sisto, a Trastevere, quando un gruppo voleva dirigersi verso il Parlamento, e poi su Lungotevere Testaccio dove sono stati attivati gli idranti per disperdere la folla. Chiuse e presidiate da agenti in tenuta antisommossa piazza Montecitorio, davanti alla Camera, e piazza Colonna, davanti a Palazzo Chigi.
Il bilancio è di 8 fermati per aver tentato più volte di sfondare gli ‘sbarramenti’.
Idrante in azione, lancio di uova e cariche anche in piazza Castello a Torino per respingere i manifestanti che si erano avvicinati ai cordoni a protezione della Prefettura. Poi nuovi scontri in serata, sempre nel centro storico, quando dal corteo è partito un fitto lancio di bottiglie al quale gli agenti hanno risposto con i lacrimogeni.
Qualche tensione anche a Mestre, dove sette agenti hanno riportato contusioni e tagli quando il corteo ha cercato di sfondare il cordone che sbarrava la strada, e a Vicenza, dove sono dieci i contusi tra manifestanti e agenti nei disordini che si sono verificati quando hanno cercato di occupare la tangenziale. Solo disagi, invece, a Milano, teatro delle violenze e dei saccheggi di due settimane fa: dopo aver percorso più di due chilometri lungo la tangenziale est – bloccandola per un’ora e mezza – i partecipanti sono rientrati in città lasciandosi alle spalle scritte con la vernice, ai lati della carreggiata, “Salvini appeso” e “Meloni appesa”. La protesta è arrivata anche nei porti con un’iniziativa di lotta lanciata da più organizzazioni sindacali che ha coinvolto oltre 100 scali in 17 paesi contro il traffico di armi. A Genova e Napoli studenti e lavoratori sono entrati nelle aree portuali in corteo senza creare problemi.
Video Sciopero a Roma, cassonetti in fiamme vicino al Colosseo
E oggi è stato un nuovo banco di prova per la sicurezza. Il Viminale aveva assicurato che avrebbe messo in campo un “articolato dispositivo per tutelare il diritto di manifestare pacificamente” e isolare i violenti. Ed in effetti la maggior parte dei cortei si sono conclusi senza particolari criticità, con manifestanti e forze di polizia mai venuti a contatto. Un dispositivo concordato con i prefetti e questori di tutti i capoluoghi di regione, che, spiega Piantedosi, ha evidenziato “competenza e professionalità” delle forze dell’ordine, così come “equilibrio ed efficacia”.
Proroga fino a fine marzo dell’impiego di 500 militari per sicurezza di Milano
Proroga fino al 31 marzo 2027 dell’impiego di un contingente di 500 unità di personale delle Forze armate per rafforzare il controllo della sicurezza nella città di Milano. Lo prevede un articolo della manovra che allunga il periodo previsto nel decreto del governo, dopo gli scontri e le devastazioni della città, solo fino a fine anno. Per la norma è previsto uno stanziamento di 6,1 milioni.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
